- 22 Gennaio 2026
- Brevetti
- Raffaele Bonini
La gestione dei brevetti cointestati rappresenta una delle aree più delicate della proprietà industriale, soprattutto quando l’invenzione è frutto di collaborazioni tra più imprese, anche a livello internazionale. Con la sentenza n. 4131 del 18 febbraio 2025, la Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire in modo netto i limiti allo sfruttamento dell’invenzione da parte dei contitolari, fornendo indicazioni di grande rilievo pratico.
Il caso: brevetto cointestato e sfruttamento unilaterale
La controversia ha coinvolto due società, una italiana e una slovena, contitolari di un brevetto per invenzione industriale. Una delle due aveva avviato lo sfruttamento economico dell’invenzione in modo esclusivo, senza il consenso dell’altra, rivendicando una presunta autonomia fondata sulla contitolarità del titolo. Il contenzioso ha quindi posto una questione centrale: un contitolare di brevetto può sfruttare liberamente e in via esclusiva l’invenzione senza l’accordo degli altri?
Brevetti cointestati: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha fornito una risposta chiara: no.
Secondo i giudici, la contitolarità del brevetto non attribuisce automaticamente a ciascun titolare il diritto di sfruttare l’invenzione in modo esclusivo e indipendente, soprattutto quando tale sfruttamento incide sui diritti economici e strategici degli altri contitolari.
La Corte ha ribadito che:
- il brevetto cointestato configura una comunione di diritti;
- ogni forma di sfruttamento esclusivo richiede il consenso degli altri contitolari, salvo diverso accordo contrattuale;
- l’assenza di un’intesa preventiva può configurare una violazione dei diritti patrimoniali degli altri titolari.
I confini dei diritti dei contitolari di brevetto
La sentenza si inserisce in un orientamento volto a tutelare l’equilibrio tra i contitolari, precisando che:
- la contitolarità non equivale a piena autonomia operativa;
- lo sfruttamento economico dell’invenzione deve essere coordinato o regolato contrattualmente;
- in mancanza di accordi chiari, il rischio di contenzioso è elevato, specie in ambito transnazionale.
Si tratta di un chiarimento particolarmente rilevante per imprese che collaborano in progetti di ricerca e sviluppo, joint venture tecnologiche o partnership industriali.
Le implicazioni pratiche per le imprese
La pronuncia della Cassazione conferma l’importanza di disciplinare contrattualmente fin dall’inizio:
- le modalità di sfruttamento del brevetto;
- l’eventuale esclusiva a favore di uno dei contitolari;
- la ripartizione dei proventi;
- le regole relative ad eventuali licenze a terzi.
In assenza di tali previsioni, il brevetto rischia di trasformarsi da bene strategico a fattore di conflitto, con conseguenze economiche e reputazionali rilevanti.
Brevetti cointestati: prevenire il contenzioso è possibile
Il caso deciso dalla Cassazione dimostra come, nel campo dei brevetti, la fase contrattuale sia tanto importante quanto quella di deposito. Una gestione superficiale della contitolarità può compromettere la valorizzazione dell’invenzione e rallentare l’innovazione.
La sentenza n. 4131/2025 della Corte di Cassazione rappresenta un punto fermo: la contitolarità di un brevetto non legittima lo sfruttamento esclusivo unilaterale dell’invenzione. Per le imprese, il messaggio è chiaro: la tutela del brevetto passa anche – e soprattutto – da una corretta gestione giuridica dei rapporti tra contitolari.
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Affidarsi a una consulenza specializzata consente di:
- strutturare accordi di contitolarità solidi;
- prevenire utilizzi non autorizzati;
- ridurre il rischio di contenzioso nazionale e internazionale.
Lo Studio Bonini affianca aziende e professionisti nella tutela e valorizzazione dei brevetti, dalla fase di deposito alla gestione delle contitolarità, degli accordi di sfruttamento e dei contenziosi in collaborazione con studi legali specializzati in proprietà industriale.