- 29 Gennaio 2026
- Marchi
- Raffaele Bonini
Il marchio è un bene giuridico ed economico di enorme valore per un’impresa: non è solo un segno distintivo, ma uno strumento di reputazione, fidelizzazione e vantaggio competitivo. Tuttavia, registrare un marchio è solo il primo passo di un percorso più lungo e continuo. Per mantenere viva la protezione legale nel tempo, è indispensabile procedere con il rinnovo marchio quando questo giunge a scadenza.
Cosa significa “rinnovare” un marchio
Il rinnovo del marchio non è un automatico, prevede quindi un atto volontario con cui il titolare conferma il proprio interesse a mantenere in vita la protezione esclusiva su quel segno distintivo. La legge prevede che un marchio abbia una durata iniziale di 10 anni dalla data di deposito della domanda, e che la tutela possa essere estesa per ulteriori periodi di altri 10 anni, in modo indefinito, a condizione di presentare la relativa domanda di rinnovo e pagare le tasse dovute presso l’ufficio competente. Non si tratta di una nuova registrazione o di una rivalutazione del marchio sotto il profilo della novità o della distintività. Il rinnovo è una conferma formale che permette di preservare nel tempo la titolarità dei diritti riconosciuti dalla legge.
Perché il rinnovo marchio è così importante
Molti imprenditori sottovalutano la scadenza e danno per scontata la continuità della protezione. In realtà, se la domanda di rinnovo non viene presentata nei tempi previsti, il marchio decade e cessa di essere efficace. Questo significa che la protezione legale cessa e con essa la possibilità di esercitare i rimedi esclusivi contro l’uso non autorizzato del marchio. Anche quando viene concessa una tolleranza oltre la scadenza formale, per esempio nei 6 mesi successivi al termine ultimo, è previsto il pagamento di maggiorazioni o mora. Trascorso anche questo periodo, il marchio si considera definitivamente scaduto e non è più possibile rinnovarlo. L’unica strada diventa una nuova registrazione con tutti i rischi connessi, come la possibile perdita dell’esclusività sul segno.
Rinnovo nazionale, europeo e internazionale: qualche differenza
Pur basandosi su principi comuni, il rinnovo assume modalità leggermente diverse a seconda dell’ambito territoriale di protezione. Nel caso di un marchio nazionale italiano, il rinnovo può essere richiesto già nei 12 mesi precedenti la scadenza e, nei successivi sei mesi di tolleranza, pagando una piccola maggiorazione.
Quando si tratta di un marchio dell’Unione Europea (EUTM), la disciplina è simile: dopo i 10 anni di validità, è possibile rinnovare tramite l’ufficio comunitario, e anche qui esiste un breve periodo di tolleranza oltre la scadenza con pagamento di una mora. L’effetto è la continuazione della tutela in tutti i Paesi membri. Quanto ai marchi registrati a livello internazionale attraverso il Sistema di Madrid, la loro tutela è riconosciuta nei Paesi designati per periodi di dieci anni, rinnovabili anch’essi. L’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO) offre strumenti digitali per la gestione e il rinnovo delle registrazioni internazionali; in genere è inviato un promemoria prima della scadenza, e anche qui si può rinnovare fino a sei mesi dopo, con maggiorazione.
L’aspetto pratico: cosa si fa davvero
Dal punto di vista pratico, il rinnovo richiede pochi passaggi ma non deve essere trascurato. È necessario verificare chi è il titolare legale del marchio (in caso di cessione del diritto, sarà il nuovo proprietario a dover presentare la domanda di rinnovo), preparare la documentazione prevista e procedere con il pagamento delle tasse ufficiali. Spesso è consigliabile farsi assistere da un professionista esperto per evitare errori di compilazione o dimenticanze che poi possono costare caro. È importante sottolineare che, in sede di rinnovo, non è possibile modificare il marchio: non si possono cambiare la grafica o aumentare il numero di classi di prodotti o servizi già registrati, ma soltanto ridurle.
Quando il rinnovo marchio non basta
C’è un punto ulteriore da considerare: il diritto di un marchio può essere revocato anche per altri motivi, ad esempio per mancato uso effettivo nei cinque anni successivi alla registrazione, secondo la normativa italiana e comunitaria. In tali casi non è una questione di rinnovo: il marchio viene cancellato per mancato uso, e quindi non si può più rinnovare perché il diritto stesso è venuto meno.
Il rinnovo marchio come elemento di tutela strategica
Il rinnovo di un marchio non è un semplice atto amministrativo. È un momento strategico nella vita del marchio, che richiede attenzione, tempestività e consapevolezza dell’importanza di preservare un asset critico per il posizionamento competitivo di un’impresa. Trascurarlo può significare rinunciare involontariamente alla protezione che si è costruita con anni di investimento in reputazione e marketing.
Affidati a un professionista
Affidarsi a una consulenza specializzata può fare la differenza: un professionista può aiutare a monitorare le scadenze, a gestire portafogli complessi e a prevenire rischi di decadenza involontaria, soprattutto quando si tratta di marchi europei o internazionali.
Lo Studio Bonini affianca aziende e professionisti nella definizione della strategia di protezione di marchi, design e altri beni immateriali come i brevetti e il diritto d’autore: dal deposito alla gestione delle criticità.