- 4 Febbraio 2026
- Brevetti
- Ercole Bonini
Il contenzioso tra Masimo e Apple rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni in materia di brevetti applicati alla tecnologia wearable, ossia ai dispositivi elettronici indossabili come smartwatch e braccialetti intelligenti. Nel novembre 2025, una giuria federale statunitense ha riconosciuto la violazione di brevetto di titolarità Masimo relativi a tecnologie di monitoraggio della salute integrate nell’Apple Watch, condannando Apple al pagamento di 634 milioni di dollari a titolo di risarcimento. La decisione ha riacceso il dibattito sul rapporto tra innovazione tecnologica, tutela brevettuale e sviluppo di funzionalità digitali in settori ad alta intensità di ricerca, come quello dei dispositivi indossabili per la salute.
Il cuore della controversia: brevetti e monitoraggio biometrico
Il contenzioso riguarda brevetti sviluppati da Masimo nel campo del monitoraggio fisiologico e dei parametri vitali, ambito in cui l’azienda opera storicamente come fornitore di tecnologie medicali. Secondo la giuria, alcune funzionalità dell’Apple Watch avrebbero utilizzato soluzioni tecniche riconducibili a tali brevetti senza autorizzazione. Il caso dimostra come, anche in prodotti per il consumo di massa, le tecnologie medicali brevettate possano costituire asset IP centrali, la cui violazione comporta conseguenze economiche e strategiche rilevanti.
Un contenzioso su più livelli: tribunali e misure di frontiera
La disputa Masimo–Apple non si è sviluppata solo sul piano risarcitorio. Parallelamente, la questione ha coinvolto anche la U.S. International Trade Commission, che in precedenza aveva disposto un divieto di importazione per alcuni modelli di Apple Watch ritenuti in violazione dei brevetti Masimo. Apple ha successivamente modificato i propri prodotti per il mercato statunitense, mentre Masimo ha contestato l’effettiva conformità delle soluzioni adottate. Questo “doppio binario” evidenzia come la tutela brevettuale possa incidere direttamente sulla commercializzazione dei prodotti, andando oltre il solo risarcimento del danno.
Cosa insegna il caso sui brevetti Masimo vs Apple
Brevetti e funzionalità digitali
La protezione brevettuale non riguarda solo l’hardware, ma anche processi e soluzioni funzionali integrate nei dispositivi.
Freedom to Operate come presidio strategico
La valutazione della libertà di operare (FTO) è essenziale non solo in fase di lancio, ma anche in occasione di aggiornamenti di prodotto.
Enforcement come leva competitiva
L’uso combinato di azioni giudiziarie e strumenti di trade enforcement dimostra che la proprietà intellettuale può diventare una leva attiva di mercato, non solo difensiva.
Perché questo caso riguarda anche le imprese europee
Sebbene il contenzioso coinvolga due grandi attori globali, le implicazioni sono rilevanti anche per PMI e imprese innovative:
- chi sviluppa tecnologia deve strutturare portafogli brevettuali coerenti e difendibili;
- chi integra soluzioni di terzi deve verificare attentamente i profili di licenza e FTO;
- chi opera su mercati internazionali deve considerare anche i rischi legati a blocchi doganali e divieti di importazione.
Il caso Masimo vs Apple conferma che, nell’economia dell’innovazione, la proprietà intellettuale è un asset strategico capace di incidere su prodotto, mercato e competitività.
Affidati a un professionista
Una tutela IP efficace non è solo una misura di protezione, ma uno strumento di governo dell’innovazione. Lo Studio Bonini affianca aziende e professionisti nella tutela e valorizzazione dei brevetti, dalla fase di deposito alla gestione delle contitolarità, degli accordi di sfruttamento e dei contenziosi in collaborazione con studi legali specializzati in proprietà industriale.