- 6 Marzo 2026
- Brevetti
- Raffaele Bonini
Nel panorama della proprietà industriale, i brevetti rappresentano uno degli indicatori più significativi della capacità innovativa di un Paese. Il Rapporto annuale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) conferma un trend positivo per l’Italia: nel 2024 è cresciuto il numero delle domande di brevetto per invenzione industriale depositate a livello nazionale, segnale di una sempre maggiore attenzione da parte delle imprese verso la tutela e la valorizzazione delle proprie innovazioni.
Brevetti: superata quota 10mila domande nel 2024
Secondo i dati ufficiali dell’UIBM, nel 2024 sono state depositate 10.148 domande di brevetto per invenzione industriale, con un incremento del +7,4% rispetto al 2023, quando i depositi erano stati 9.453.
Si tratta di un dato particolarmente significativo perché conferma una crescita costante delle richieste di tutela brevettuale negli ultimi anni. L’aumento delle domande evidenzia una maggiore propensione del sistema produttivo italiano a investire in ricerca, sviluppo e protezione della proprietà intellettuale, elementi ormai centrali nella competizione globale.
Nel complesso, considerando tutte le tipologie di depositi brevettuali nazionali, nel 2024 sono state presentate 12.242 domande di brevetto.
Tra queste:
- 10.148 domande riguardano brevetti per invenzione industriale
- 1.830 domande riguardano modelli di utilità, in lieve calo (-1,1%) rispetto all’anno precedente
Le invenzioni industriali rappresentano quindi oltre l’82% dei depositi complessivi, confermandosi la forma di tutela brevettuale più rilevante per il sistema economico.
Brevetti concessi e attività dell’UIBM
Il rapporto evidenzia anche l’intensa attività amministrativa e tecnica svolta dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
Nel 2024:
- sono stati concessi 9.027 titoli nazionali di brevetto
- di questi, 7.532 riguardano invenzioni industriali
- 1.273 riguardano modelli di utilità
A questi dati si aggiunge un elemento particolarmente rilevante nel contesto europeo: 20.821 convalide di brevetti europei in Italia, segno dell’attrattività del mercato italiano per la protezione delle innovazioni tecnologiche.
Nel complesso, l’UIBM ha emesso oltre 34.000 provvedimenti amministrativi nel settore dei brevetti durante l’anno.
La digitalizzazione del sistema brevettuale
Un ulteriore dato significativo riguarda le modalità di deposito delle domande. Il rapporto evidenzia che circa il 97,5% delle domande di brevetto per invenzione industriale viene presentato tramite modalità telematica, confermando la progressiva digitalizzazione delle procedure amministrative e l’efficacia degli strumenti online messi a disposizione dall’UIBM. Questo dato riflette una trasformazione strutturale dei servizi di proprietà industriale, sempre più orientati verso piattaforme digitali e procedure semplificate per imprese, professionisti e centri di ricerca.
I brevetti come indicatore della capacità innovativa
I dati del rapporto UIBM confermano come il numero di domande di brevetto rappresenti un importante indicatore della vitalità del sistema dell’innovazione. L’incremento registrato nel 2024 evidenzia una maggiore consapevolezza da parte delle imprese italiane circa il valore strategico della tutela brevettuale. Il brevetto, infatti, consente di proteggere le innovazioni tecnologiche con applicazione industriale, garantendo al titolare un diritto di esclusiva sullo sfruttamento dell’invenzione nel territorio in cui il titolo è stato concesso. In un contesto competitivo sempre più globale, la capacità di tutelare e valorizzare i risultati della ricerca diventa quindi un fattore determinante per la crescita e la competitività delle imprese.
Tutela brevetti e strategia d’impresa
L’aumento delle domande di brevetto nel rapporto UIBM non è solo un dato statistico, ma riflette una trasformazione più ampia nel modo in cui le imprese italiane approcciano l’innovazione.
Integrare una strategia di proprietà industriale nei processi aziendali significa:
- proteggere gli investimenti in ricerca e sviluppo
- rafforzare il valore competitivo delle tecnologie sviluppate
- facilitare partnership industriali e accordi di licensing
- aumentare il valore immateriale dell’impresa
In questo scenario, la gestione consapevole degli asset di proprietà industriale – brevetti, marchi, design e know-how – diventa un elemento chiave per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese.
Innovazione e proprietà industriale: un tema sempre più centrale
Il trend evidenziato dal rapporto dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi conferma che il sistema produttivo italiano sta progressivamente rafforzando la propria attenzione verso la tutela dell’innovazione.
Per imprese, startup e centri di ricerca, comprendere quando e come proteggere un’invenzione rappresenta oggi una scelta strategica che può incidere in modo determinante sulla capacità di competere sui mercati.
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Lo Studio Bonini affianca aziende e professionisti nella tutela e valorizzazione dei brevetti, dalla fase di deposito alla concessione, negli accordi di sfruttamento e nei contenziosi, in collaborazione con studi legali specializzati in proprietà industriale.