- 27 Maggio 2026
- Brevetti
- Raffaele Bonini
Nel contenzioso brevettuale europeo si apre una nuova fase. Con l’approvazione del Regolamento di procedura del Centro di Mediazione e Arbitrato in materia di brevetti dell’UPC, le imprese avranno a disposizione uno strumento specializzato per affrontare le controversie brevettuali anche attraverso percorsi alternativi al giudizio ordinario. Il 24 aprile 2026, infatti, il Comitato Amministrativo dell’UPC e del PMAC ha formalmente approvato e adottato il Regolamento di procedura del Patent Mediation and Arbitration Centre, segnando un passaggio importante nella costruzione di un sistema europeo più moderno ed efficiente per la risoluzione alternativa delle controversie in materia di brevetti. La notizia conferma il crescente ruolo degli strumenti ADR – Alternative Dispute Resolution – anche in un ambito altamente tecnico e strategico come quello della proprietà industriale.
Che cos’è l’UPC
L’UPC, acronimo di Unified Patent Court, è il Tribunale Unificato dei Brevetti: un sistema giurisdizionale europeo nato per gestire le controversie relative ai brevetti europei e ai brevetti europei con effetto unitario. Il suo obiettivo è rendere più uniforme, efficiente e prevedibile la tutela brevettuale in Europa, evitando che una stessa controversia debba essere affrontata separatamente davanti ai tribunali nazionali dei diversi Paesi.
Per le imprese innovative, questo significa poter contare su un sistema centralizzato, capace di incidere in modo significativo sulla protezione e sulla difesa dei brevetti a livello europeo. Allo stesso tempo, però, il contenzioso brevettuale resta un terreno complesso, spesso caratterizzato da costi elevati, tempi rilevanti, forte componente tecnica e possibili ricadute commerciali.
Che cos’è il Centro di Mediazione e Arbitrato in materia di brevetti
Il Patent Mediation and Arbitration Centre, noto anche come PMAC, è il Centro di Mediazione e Arbitrato collegato all’UPC e dedicato alla risoluzione alternativa delle controversie brevettuali. Le sue sedi sono previste a Lubiana e Lisbona, ma i procedimenti potranno essere organizzati anche altrove, secondo le esigenze delle parti. Il Centro nasce con l’obiettivo di offrire a imprese, titolari di brevetti, licenziatari e operatori del mercato uno spazio specializzato in cui affrontare le controversie in materia di brevetti attraverso strumenti diversi dal processo giudiziario tradizionale. Non si tratta quindi di una semplice mediazione, ma di un sistema pensato per l’elevata complessità tecnica e giuridica delle liti brevettuali.
Perché la mediazione può essere utile nelle controversie brevettuali
Le controversie in materia di brevetti non riguardano solo il diritto. Spesso coinvolgono tecnologie complesse, know-how industriale, rapporti commerciali, licenze, forniture, mercati internazionali e strategie di sviluppo aziendale. In questo contesto, la mediazione può rappresentare uno strumento particolarmente utile perché consente alle parti di cercare una soluzione negoziata, riservata e potenzialmente più rapida rispetto a un processo giudiziario. Questo può essere decisivo quando le imprese intendono evitare l’escalation del conflitto, preservare rapporti commerciali o trovare accordi flessibili che un tribunale, per sua natura, potrebbe non poter costruire. Una controversia brevettuale, infatti, non si risolve sempre solo stabilendo chi ha ragione e chi ha torto. In molti casi può essere più utile definire un accordo di licenza, una coesistenza tecnologica, una delimitazione dei mercati, una modifica tecnica del prodotto o una soluzione economica che permetta alle parti di proseguire la propria attività.
Mediazione, arbitrato ed expert determination: strumenti diversi per esigenze diverse
Il nuovo Centro non si limita alla mediazione, ma si inserisce in una logica più ampia di risoluzione alternativa delle controversie. Accanto alla mediazione, infatti, potranno assumere rilievo anche l’arbitrato e l’expert determination, cioè il ricorso a esperti per la valutazione di questioni tecniche specifiche. La mediazione punta a facilitare un accordo tra le parti. L’arbitrato, invece, conduce a una decisione vincolante affidata a uno o più arbitri. Il ricorso a esperti può risultare utile quando la controversia ruota attorno a profili altamente tecnici, come la portata di una soluzione inventiva, il funzionamento di un processo industriale o la valutazione di determinati elementi tecnologici. Per le imprese, la scelta dello strumento più adatto non è mai automatica. Essa dipende infatti dal tipo di controversia, dal rapporto tra le parti, dal valore economico in gioco, dall’urgenza, dalla necessità di riservatezza e dagli obiettivi strategici dell’azienda.
I vantaggi per le imprese
L’avvio operativo del Centro di Mediazione e Arbitrato dell’UPC può offrire diversi vantaggi alle imprese che operano in settori ad alta intensità innovativa. Il primo è la specializzazione. Le controversie brevettuali richiedono competenze tecniche e giuridiche molto specifiche: poter contare su mediatori, arbitri ed esperti qualificati può favorire una gestione più efficace del conflitto. Il secondo è la riservatezza. In molte controversie brevettuali sono coinvolti dati tecnici, strategie industriali, informazioni commerciali e know-how che le imprese preferiscono non esporre pubblicamente. Il terzo è la flessibilità. A differenza del processo giudiziario tradizionale, che conduce a una decisione secondo schemi processuali definiti, gli strumenti ADR possono favorire soluzioni più personalizzate e orientate al business. Il quarto è la gestione dei tempi e dei costi. Anche se non sempre la mediazione evita il contenzioso, può ridurne l’impatto o consentire alle parti di circoscrivere i punti realmente controversi.
Mediazione brevettuale: non una soluzione alternativa “minore”, ma una scelta strategica
È importante chiarire un punto: ricorrere alla mediazione o all’arbitrato non significa rinunciare alla tutela dei propri diritti. Al contrario, può rappresentare una scelta strategica, soprattutto quando la controversia si inserisce in rapporti commerciali complessi o in mercati nei quali la rapidità decisionale è essenziale. Per un’impresa titolare di brevetti, la mediazione può servire a difendere il proprio portafoglio tecnologico senza compromettere relazioni industriali rilevanti. Per un’azienda accusata di contraffazione, può rappresentare un’occasione per valutare soluzioni negoziali, licenze o modifiche tecniche prima che il conflitto produca effetti più pesanti. La vera questione, quindi, non è scegliere in astratto tra giudizio e mediazione, ma costruire una strategia coerente con gli obiettivi dell’impresa.
Perché serve una valutazione preventiva
L’approvazione del Regolamento di procedura del PMAC conferma che il sistema europeo dei brevetti si sta evolvendo verso una gestione sempre più articolata delle controversie. Per le imprese, questo significa che la tutela brevettuale non può più essere considerata solo al momento del deposito o della lite. Occorre valutare in anticipo la solidità del brevetto, la sua estensione territoriale, le possibili aree di conflitto, le clausole contrattuali nei rapporti di licenza e fornitura, nonché gli strumenti più efficaci da attivare in caso di controversia. Una strategia brevettuale efficace deve quindi integrare protezione, monitoraggio, prevenzione del rischio e gestione del contenzioso.
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