Coronavirus: trasformiamo in opportunità la chiusura forzata delle aziende

Che la pandemia dovuta alla diffusione mondiale del coronavirus abbia ed avrà per mesi un effetto altamente negativo sull’economia, è cosa evidente a tutti. Molte fabbriche sono state fermate e quelle che sono in attività è molto facile che risentano in modo negativo del blocco di alcuni dei loro fornitori.

E che dire ancora del sostanziale blocco delle esportazioni in Paesi di alto interesse per noi come gli Stati Uniti e la Cina, per non parlare dell’Europa?

Alcuni economisti stimano una perdita del PIL del 14% per il prossimo anno. E poi, quando si potrà recuperare?

Possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che il quadro che abbiamo davanti e lo scenario che si prospetta per almeno il prossimo anno è molto problematico.

Si ipotizza che alcune aziende non ce la faranno a riaprire dopo questo blocco forzato, e che quelle che sono rimaste aperte non è detto che godranno di buona salute.

E allora che cosa possono fare gli imprenditori stretti da una morsa così inusuale, imprevista e imprevedibile?

Certo è che quando si comincerà a vedere la luce per uscire dal tunnel, le aziende che potranno rimettersi in moto per prime saranno quelle che offrono sul mercato prodotti e servizi ritenuti essenziali dai consumatori; quelli che, rispetto alla scarsa richiesta che ci sarà, saranno i più performanti, quelli che soddisferanno un’esigenza magari ancora nascosta, ma reale.

Ed ecco allora la proposta per gli imprenditori che interrogano se stessi e scrutano quali potrebbero essere le nuove vie che l’azienda, anche rinnovata, potrà percorrere: innovare, innovare, innovare!!!

Questo significa avere sufficientemente chiare le necessità, i gusti, i desideri che il mercato considererà necessari, irrinunciabili.

Ogni imprenditore, proprio per le sue doti personali, insieme al suo staff, sono certo che potrà orientarsi sulle migliorie da apportare ai prodotti che sono già nel proprio catalogo. Egli potrà e, forse, dovrà anche pensare e progettare nuovi prodotti, magari anche mai realizzati prima, ma che ritiene possano soddisfare i nuovi bisogni.

Un aiuto molto forte, se non addirittura decisivo, a questa ricerca di “vera” innovazione è offerto dalle banche dati dei brevetti. Queste banche dati, che tra l’altro sono gratuite come quelle dell’Ufficio Europeo Brevetti (www.espacenet.com), ci offrono un panorama immenso sul già fatto o comunque sul già inventato.

È questo un aiuto preziosissimo, specialmente se ci si avventura su terreni nuovi, e quindi poco conosciuti, perché evita all’imprenditore di immettere sul mercato quella che si crede essere una novità, ma che invece una novità non è perché è già stata pensata e realizzata da altri.

Realizzare e immettere sul mercato un prodotto veramente nuovo dà un vantaggio iniziale essenziale.

In più, la conoscenza dei brevetti in un certo settore, oltre che evitare di fare ciò che è stato già fatto, ci fa scoprire “chi” sono le aziende che producono “cosa” e “dove” sono ubicate.

Essa ci permette, quindi, di monitorare, se vogliamo, in modo continuo che cosa fa la concorrenza diretta e indiretta.

Concludendo, direi che l’innovazione è oggi più che mai essenziale alla sopravvivenza dell’azienda. In più, abbiamo dei forti strumenti che, se conosciuti e attivati, ci permetteranno di non sbagliare, di evitare sprechi e di centrare l’obiettivo che perseguiamo.

 

e.bonini@ ipbonini.com

Articolo pubblicato il 10 Aprile 2020 su veneziepost.it


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