- 22 Aprile 2026
- Design
- Raffaele Bonini
Per lungo tempo, il design è stato associato quasi esclusivamente alla dimensione materiale del prodotto: forme, linee, proporzioni. Oggi, però, questa visione risulta parziale. L’innovazione tecnologica e la digitalizzazione hanno progressivamente spostato il valore verso elementi immateriali, trasformando il design in un’esperienza complessiva che coinvolge interfacce, interazioni e ambienti virtuali.
In questo contesto, l’aspetto visivo non si limita più a ciò che si vede, ma include anche il modo in cui un utente interagisce con un prodotto o un servizio. L’esperienza utente (UX) e l’interfaccia grafica (UI) diventano quindi parte integrante del design, contribuendo in modo determinante alla riconoscibilità e al posizionamento di un brand.
Il ruolo anticipatore della giurisprudenza
Prima ancora dell’intervento normativo, la giurisprudenza aveva già colto questa trasformazione. Il lungo contenzioso tra Apple e Samsung rappresenta uno dei casi più emblematici. Al centro della disputa non vi erano soltanto elementi hardware, ma anche aspetti legati all’interfaccia e all’esperienza utente: dalla disposizione delle icone alla navigazione tra le schermate. Questo caso ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di design, aprendo la strada a una protezione più ampia e coerente con le dinamiche del mercato digitale.
La riforma europea: un cambio di paradigma
Il passaggio decisivo è arrivato con la recente riforma del design dell’Unione Europea, introdotta con il Regolamento (UE) 2024/2822 e la Direttiva (UE) 2024/2823. La riforma riconosce espressamente che il design può riguardare anche elementi non fisici, includendo tra gli oggetti tutelabili interfacce grafiche, animazioni, transizioni e ambienti virtuali. Si tratta di un’evoluzione significativa, che allinea la normativa alla realtà di un mercato sempre più digitale. Un altro elemento di rilievo riguarda la semplificazione dei requisiti di registrazione, con il superamento del vincolo dell’unità di classe per i disegni multipli. Questo consente alle imprese di proteggere in modo più efficiente interi sistemi di design, anziché singoli elementi isolati.
Il nodo della contraffazione digitale e della stampa 3D
Parallelamente all’ampliamento della tutela, la riforma affronta anche il tema della contraffazione nell’era digitale. La diffusione di tecnologie come la stampa 3D ha infatti reso possibile la riproduzione di prodotti a partire da semplici file digitali, con un impatto potenzialmente dirompente sui diritti di proprietà intellettuale.
La nuova normativa introduce strumenti più incisivi per contrastare questi fenomeni, estendendo la tutela anche alla distribuzione e messa a disposizione di file destinati alla riproduzione illecita di un design protetto . Questo passaggio è cruciale: la violazione non avviene più solo nella produzione fisica del bene, ma può originarsi già nella circolazione del file digitale contenente l’oggetto tutelato dal design.
Le implicazioni per le imprese
Per le imprese, questo scenario impone un cambio di prospettiva. Non è più sufficiente proteggere il prodotto nella sua dimensione tradizionale: è necessario adottare un approccio integrato, che includa tutti gli elementi visivi e interattivi che contribuiscono all’identità del brand. La registrazione del design diventa così uno strumento strategico per tutelare non solo l’estetica, ma anche l’esperienza complessiva offerta al cliente. Allo stesso tempo, diventa fondamentale monitorare il mercato – inclusi i canali digitali – per individuare tempestivamente eventuali violazioni.
Una leva competitiva sempre più centrale
In un contesto in cui la differenziazione passa sempre più attraverso l’esperienza e la percezione, il design assume un ruolo centrale nella costruzione del valore d’impresa. Le imprese che sapranno cogliere questa evoluzione e dotarsi di una strategia di tutela adeguata saranno meglio posizionate per affrontare le sfide dei mercati globali. Il design, oggi, non è più solo forma: è identità, esperienza e innovazione. E come tale, richiede strumenti di protezione all’altezza della sua crescente complessità.
Affidati a un professionista
Le imprese che sapranno adeguare tempestivamente le proprie strategie di tutela potranno trasformare questa evoluzione normativa in un vantaggio competitivo concreto. Lo Studio Bonini mette a disposizione un team in grado di rispondere a tutte le esigenze del cliente per l’adeguata protezione e difesa di modelli e design.