- 10 Luglio 2026
- Design
- Ercole Bonini
Innovare non significa soltanto sviluppare nuove tecnologie. In molti settori produttivi, il valore competitivo passa anche attraverso il design, la progettazione estetica e la capacità di distinguere un prodotto sul mercato. Per sostenere questi investimenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso operativa, dal 7 luglio 2026, la procedura di accesso al credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, una misura che punta a rafforzare la competitività delle imprese italiane e a valorizzare uno degli elementi distintivi del Made in Italy.
Un incentivo per chi investe nella creatività
Il credito d’imposta è rivolto alle imprese che sostengono investimenti destinati allo sviluppo di nuovi prodotti attraverso attività di design e progettazione estetica. L’agevolazione, prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 per il solo periodo d’imposta 2026, riconosce un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili, fino a un limite massimo di 2 milioni di euro per impresa, nell’ambito di una dotazione finanziaria complessiva di 60 milioni di euro.
Quali attività possono beneficiare dell’agevolazione?
Il beneficio è destinato alle imprese che operano in comparti nei quali il design rappresenta un elemento strategico del prodotto, come ad esempio:
- tessile e moda;
- calzaturiero;
- occhialeria;
- orafo;
- mobile e arredamento;
- ceramica
Le attività agevolabili riguardano la concezione e la realizzazione di nuovi prodotti e campionari, con particolare riferimento agli aspetti estetici che contribuiscono a renderli innovativi e riconoscibili sul mercato.
Le spese che possono essere agevolate
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- personale direttamente coinvolto nelle attività di design e ideazione estetica;
- consulenze specialistiche;
- contratti con soggetti esterni incaricati dello sviluppo progettuale;
- utilizzo di beni strumentali impiegati nelle attività di design;
- materiali e forniture destinati alla progettazione e alla realizzazione dei campionari.
La corretta qualificazione delle attività e delle spese rappresenta un elemento fondamentale per accedere all’incentivo.
Una procedura che richiede attenzione
Una delle principali novità introdotte per il 2026 riguarda la procedura di accesso. Per beneficiare del credito d’imposta è infatti necessario trasmettere specifiche comunicazioni al MIMIT attraverso la piattaforma telematica dedicata, seguendo le modalità stabilite dal decreto direttoriale del 3 luglio 2026. La procedura prevede sia una comunicazione preventiva sia una comunicazione successiva al completamento degli investimenti, nell’ottica di garantire una corretta gestione delle risorse disponibili.
Design e proprietà industriale: un binomio strategico
L’incentivo rappresenta un’importante opportunità economica, ma non esaurisce il percorso di valorizzazione dell’innovazione. Quando un nuovo prodotto presenta caratteristiche estetiche originali, è opportuno valutare anche gli strumenti di tutela della proprietà industriale, come la registrazione di un disegno o modello, che attribuisce un diritto esclusivo sull’aspetto del prodotto e consente di contrastarne eventuali imitazioni. L’investimento nel design produce infatti il massimo valore quando è accompagnato da una strategia di protezione degli asset immateriali.
Il credito design è cumulabile con altre agevolazioni riferite agli stessi costi, a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto.
Un’opportunità da cogliere per rafforzare la competitività
Nel contesto internazionale, il design rappresenta uno dei principali fattori di differenziazione delle imprese italiane. La possibilità di beneficiare di un incentivo fiscale dedicato consente di sostenere gli investimenti nella creatività, favorendo la nascita di nuovi prodotti e il rafforzamento della competitività aziendale. Affiancare agli incentivi una corretta pianificazione della tutela della proprietà industriale significa trasformare il design da semplice elemento estetico a vero patrimonio strategico dell’impresa.
Affidati a un professionista
Lo Studio Bonini assiste imprese, designer e professionisti nella tutela dei disegni e modelli, nella definizione di strategie di valorizzazione della proprietà industriale e nella protezione degli asset immateriali.