Come produrre energia pulita ad impatto zero

La Fondazione Bruno Kessler di Trento (più brevemente FBK) è la fondazione di ricerca al top in Italia, tanto da essersiclassificata al primo posto per l’eccellenza scientifica in diverse aree tematiche e per l’impatto economico e sociale secondo i risultati delle ultime valutazioni ANVUR-Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca.

La ricerca e la competenza di FBK non si esauriscono in queste tre tematiche, ma spaziano sumolte altre di interesse generale avendo a disposizione ben 11 centri di ricerca e oltre 400 ricercatori.

Uno dei temi  di grande interesse a livello mondiale riguarda la generazione di energia cosiddetta “pulita”, ovvero esente dalla produzione di CO2 che attualmente è il nemico numero uno per la sopravvivenza della specie umana e del pianeta stesso.

Produrre energia pulita evitando di generare CO2 è ciò che interessa di più oggi e gli sforzi di molti ricercatori sono proprio concentrati su questo tema.

È noto che unire idrogeno e ossigeno tra loro provoca la produzione di acqua unita a emissione di calore. E questo calore è ciò che interessa per la generazione di energia pulita. Tutto sembrerebbe semplicema, in effetti, semplice non è, soprattutto per la produzione di  idrogeno allo stato puro.

Infatti, se l’idrogeno è prodotto allo stato gassoso, questo deve essere compresso ed immesso in speciali serbatoi di stoccaggio: questa operazione è costosa e pericolosa perché l’idrogeno è altamente esplosivo se combinato con l’aria. Ma anche la conservazione dell’idrogeno in forma liquida, anche se possibile, implica una forte compressione e un abbassamento della sua temperatura a -253 0C.

Si è anche provato a produrre idrogeno a partire dall’idrolisi dell’acqua immettendo in essa metalli o leghe metalliche, ma anche in questo caso l’acqua deve essere riscaldata ad almeno 100 0 C

È ben comprensibile, quindi, che non si può avere idrogeno a portata di mano senza costi veramente molto importanti.

FBK è riuscita a realizzare una soluzione nuova ed originale per la produzione di idrogeno dall’acqua a temperatura ambiente utilizzando grafene ricoperto da un sottile strato metallico e sciolto in acqua, dove il metallo può essere scelto tra ben 16 metalli diversi e comuni tra cui il magnesio, l’alluminio, il cromo, il rame, il nickel, il ferro e così altri. A tal proposito, si ricorda che il grafene è il carbonio disposto in un unico strato atomico bidimensionale.

Il metallo, anche sotto forma di polvere finissima, può essere facilmente sciolto in acqua e la reazione chimica che si genera sviluppa idrogeno il quale, essendo a temperatura ambiente, può essere catturato direttamente e avviato al suo utilizzo come combustibile.

Esperimenti condotti con successo hanno dimostrato che maggiore è il tempo di deposizione delgrafene, con il suo leggero strato di metallo, nell’acqua e maggiore è lo sviluppo di idrogeno. Si è constatato inoltre che il grafene ricoperto di magnesio e in forma di polvere micrometrica, dà i risultati più interessanti per quanto concerne il volume di produzione di idrogeno.

Ecco, quindi, che FBK offre ai produttori di energia una nuova, economica e davvero “pulita” via per la produzione di energia, in quantità sostanzialmente illimitate.

Il tutto senza provocare alcun risvolto critico.

Una volta di più le soluzioni trovate dai nostri ricercatori italiani si dimostrano all’avanguardia

 

(e.bonini@ipbonini.com)

 

 

Articolo pubblicato il 25 Ottobre 2021 su veneziepost.it


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