- 5 Giugno 2026
- Copyright
- Raffaele Bonini
Una delle questioni più controverse dell’era dell’intelligenza artificiale riguarda l’utilizzo di opere protette da copyright per l’addestramento dei modelli generativi. Libri, fotografie, articoli, musica, opere audiovisive e contenuti digitali vengono oggi utilizzati per alimentare sistemi sempre più sofisticati. Ma come può un autore sapere se la propria opera è stata impiegata per l’addestramento di un modello di intelligenza artificiale? E come può esercitare i diritti riconosciuti dalla normativa europea? Per rispondere a queste domande, l’European Union Intellectual Property Office (EUIPO) ha avviato uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni: la costruzione delle basi di CopyrightView, una futura infrastruttura europea destinata a rendere più accessibili e interoperabili le informazioni sul copyright.
Cos’è CopyrightView
L’iniziativa nasce da uno studio pubblicato dall’EUIPO che ha mappato le principali banche dati europee e gli standard di metadati utilizzati per identificare opere protette, titolari dei diritti e condizioni di utilizzo delle opere stesse. L’obiettivo è ambizioso: creare un ecosistema informativo capace di collegare fonti oggi frammentate e spesso incompatibili tra loro, consentendo una ricerca più semplice e affidabile delle informazioni relative al diritto d’autore. In prospettiva, CopyrightView potrebbe diventare per il copyright ciò che TMview ed DesignView rappresentano già oggi per marchi e design: un punto di accesso unificato alle informazioni essenziali sui diritti esistenti.
Perché i metadati sono diventati così importanti
Per comprendere la portata del progetto occorre partire da un concetto spesso sottovalutato: il metadato. Con questo termine si indicano tutte quelle informazioni che accompagnano un’opera e che permettono di identificarla correttamente: autore, titolare dei diritti, data di creazione e usi consentiti.
In un ecosistema digitale sempre più automatizzato, i metadati rappresentano il linguaggio attraverso cui le macchine possono riconoscere la presenza di diritti e comprenderne le condizioni di utilizzo. Non a caso, diversi esperti definiscono i metadati come uno degli elementi fondamentali per il corretto funzionamento dell’intero sistema del copyright.
L’impatto dell’AI e il tema del Text and Data Mining
L’urgenza di una maggiore trasparenza è stata accentuata dall’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. La normativa europea consente, in determinate circostanze, attività di Text and Data Mining (TDM), ossia l’analisi automatizzata di grandi quantità di dati e contenuti per finalità di ricerca e sviluppo tecnologico. Tuttavia, i titolari dei diritti possono opporsi a tali utilizzi attraverso specifici meccanismi di riserva dei diritti. Il problema è che oggi non esiste ancora uno standard universalmente adottato che consenta di identificare in modo semplice, uniforme e automatizzato tali riserve. Proprio questa mancanza rappresenta uno dei principali ostacoli nella relazione tra copyright e AI.
Verso una nuova infrastruttura europea dei diritti
Secondo l’EUIPO, il futuro della gestione dei diritti passerà inevitabilmente attraverso sistemi più avanzati di identificazione e interoperabilità delle informazioni.
Lo studio preparatorio evidenzia infatti la necessità di superare la frammentazione delle banche dati esistenti, migliorare la qualità delle informazioni disponibili e sviluppare standard comuni che consentano alle piattaforme digitali, agli operatori economici e agli sviluppatori di AI di accedere a dati affidabili e aggiornati.
In questo scenario, CopyrightView potrebbe diventare uno strumento fondamentale non solo per autori e imprese creative, ma anche per gli stessi sviluppatori di intelligenza artificiale, chiamati a dimostrare maggiore trasparenza sulle fonti utilizzate per l’addestramento dei modelli.
Una sfida che riguarda tutte le imprese
La discussione sul copyright nell’era dell’intelligenza artificiale non riguarda soltanto editori, artisti o produttori di contenuti. Ogni impresa che crea contenuti originali, sviluppa know-how proprietario, produce documentazione tecnica, fotografie, video o materiali promozionali è potenzialmente coinvolta in questo processo. La capacità di identificare correttamente i propri asset immateriali, associare metadati coerenti e gestire in modo strutturato le informazioni sui diritti potrebbe presto diventare un elemento essenziale della strategia di tutela del patrimonio aziendale.
Affidati a un professionista
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il rapporto tra innovazione tecnologica e proprietà intellettuale.
Lo Studio Bonini assiste imprese, professionisti e titolari di diritti nella protezione e valorizzazione dei propri asset immateriali, offrendo consulenza specializzata in materia di brevetti, copyright, marchi, design, licensing.