La proprietà intellettuale nella stagione del 4.0

Ercole Bonini, presidente e fondatore Studio Bonini, sarà tra i protagonisti della 12^ edizione del Festival Città Impresa, in programma a Vicenza dal 29 al 31 marzo. “La proprietà intellettuale nella stagione del 4.0” sarà il titolo dell’incontro che vedrà confrontarsi con l’Ing. Bonini Monica Calcagno, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari Venezia, Michele Caon, innovation manager Gemata, e Paolo Santagiuliana, amministratore delegato Taplast. Anticipiamo l’intervento che l’Ing. Bonini terrà nel corso dell’evento in programma per venerdì 29 marzo alle 16.30 in Basilica Palladiana.

 

 

Il momento economico attuale, non solo in Italia, ma a livello mondiale, è caratterizzato da due elementi principali: la velocità del cambiamento del mercato, sia nella richiesta di prodotti e servizi, e la sostanziale variazione continua delle aree geografiche dove il mercato si sviluppa.

Generalmente per “Industria 4.0” si intende una totale automatizzazione ed interconnessione tra macchine e software, finalizzata al preciso controllo del prodotto, in grado di autocorreggersi in caso di errori. Di conseguenza, si parla molto anche di necessità di aggiornamento delle competenze delle risorse umane interne all’azienda, attraverso specifici corsi di formazione per allinearsi alle nuove realità produttive.

Pur facendo tutte le operazioni sopra ricordate, se le nostre aziende immettono nel mercato prodotti non graditi o, peggio ancora, già obsoleti, la disfatta sarà inevitabile.

Diviene, quindi, una necessità primaria da parte dell’imprenditore conoscere come si sta evolvendo il mercato e in quali aree certi prodotti potranno trovare successo.

Ma come fare?
Noi riteniamo che sia necessario avere uno sguardo “in diretta” su ciò che fa il mondo: non solo tenere sotto controllo i concorrenti che più o meno conosciamo, ma quelli che si stanno affacciando sul mercato globale. In più, è necessario sapere quale è la tendenza, l’evoluzione tecnica del nostro prodotto, ovvero quali sono le esigenze che i nostri concorrenti stanno cercando di soddisfare.

Sembra questo un compito difficile ma, invece, oggi possediamo gli strumenti giusti per conoscere tutto ciò che vogliamo e in tempo reale.

Purtroppo, sono sconosciute ai più, in particolare agli uomini del commerciale e del marketing, le banche dati dei brevetti di tutto il mondo: queste sono reperibili on-line e, per la maggior parte, sono gratuite. È però necessario conoscere come muoversi, saper individuare le parole chiave con cui cercare e saper selezionare le ricorrenze importanti e più recenti da quelle ormai obsolete.

Questa tecnica si può acquisire con relativa facilità ed è questa una delle “mission” che proponiamo ai nostri clienti: avere una persona in azienda capace di dedicare un paio d’ore la settimana ad indagare cosa sta succedendo nel proprio settore, quali sono le innovazioni più importanti, le modifiche al prodotto, le nuove prestazioni che si offrono. In questo modo la ricerca dell’azienda sarà orientata a studiare e mettere a punto soluzioni “a partire da dove gli altri sono già arrivati!”. Questo è il punto di partenza per aumentare le possibilità di successo. I brevetti ci fanno vedere, non solo la soluzione tecnica specifica, ma anche il Paese o i Paesi dove i concorrenti sono più attivi nel nostro settore.

E questa è un’altra indicazione preziosa per capire dove potremo esportare!

Sapendo cosa e sapendo dove, le possibilità di successo per l‘azienda aumentano e le possibilità di sbagliare si ridurranno così al minimo.

Questa visione strategica, raramente associata al nostro core business, è caratteristica dell’Innovation Manager che, non solo di tecnologie dovrebbe intendersi, ma anche di strategie di business. Le aziende sentono sempre più spesso la necessità di ampliare queste competenze al loro interno e, per questo, ci chiedono di tenere dei veri e propri moduli formativi in ambito IP. Di questi approfondimenti stiamo discutendo anche con diverse università di orientamento sia scientifico, sia economico e crediamo che tale scambio sia di grande aiuto per supportare le aziende alla ricerca dei Manager 4.0.

Questa profonda modifica di comportamento a livello tecnico e commerciale ritengo sia una parte essenziale della quarta rivoluzione industriale.

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