Il cavallo e il cavaliere: un rapporto bello e difficile

Fino a poco più di 100 anni fa l’utilizzo del cavallo da parte dell’uomo era dettato da pura necessità in quanto, prima dell’avvento delle automobili, gli spostamenti corti o lunghi da città a città erano esclusivamente appannaggio del cavallo.

Ora le cose sono cambiate, non si sa se in meglio o in peggio, soprattutto per le questioni ambientali, ma il rapporto tra uomo e cavallo si è trasformato in un rapporto puramente sportivo. In altri termini, l’uomo monta a cavallo solo per passione o per diletto o per partecipare ad eventi sportivi. Infatti, sempre più sono le persone, uomini e donne, che imparano a cavalcare, cosa del resto non semplice, anche perché non scevra da rischi. È infatti possibile che, per le ragioni più diverse, si possa cadere da cavallo sia per imperizia, sia per motivi collegati al percorso, sia ancora perché il cavallo può disarcionare il cavaliere.

Per ridurre al minimo i possibili danni derivanti dalle cadute, il cavaliere è dotato di casco, di stivali privi di lacci, o di elementi che si possono impigliare, in modo da ridurre i rischi di rimanere col piede incastrato nelle staffe che rappresentano una delle parti più importanti su cui si costruisce l’assetto del cavaliere e, quindi, la comunicazione con il cavallo.

In particolare, la conformazione delle staffe assume un ruolo molto importante, perché la libertà di poter sganciare rapidamente il piede è essenziale per limitare i danni della caduta, ovvero per permettere alla persona disarcionata di non restare incastrata ed evitare che il piede non resti agganciato al cavallo mentre continua la sua corsa o sgroppa.

La ditta Wildkart Srl di Borso del Grappa ha pensato perciò di modificare e migliorare in modo sostanziale le staffe per selle da equitazione, proprio allo scopo di facilitare l’uscita del piede dalla staffa nella maniera più corretta possibile.

Ha osservato che le staffe che erano in uso fino all’invenzione, in caso di necessità di svincolo del piede, avevano una funzionalità molto limitata in quanto la parte esterna della staffa era mobile in due sole direzioni, mentre sappiamo che la caduta può avvenire in una qualsiasi direzione e il piede deve necessariamente svincolarsi dalla staffa in ogni evenienza.

Per questo motivo il sig. Pozza di Wildkart ha depositato un brevetto, già esteso a livello europeo, in cui la forma della staffa viene completamente rivisitata presentando verso l’esterno un semiarco realizzato totalmente in materia plastica e con una forma di sezione circolare, decrescente dall’elemento di appoggio fino in punta verso l’alto, in modo che la parte superiore di questo semiarco abbia la possibilità di muoversi senza eccessiva resistenza in qualsiasi direzione, così da rendere sostanzialmente libero il piede di uscire dalla staffa senza difficoltà. Ricordiamo, a tal proposito, che le cadute da cavallo non riguardano solo i principianti, ma possono essere motivate da diverse ragioni per cui anche i fantini più esperti possono rischiare la caduta per i motivi più diversi.

Un aspetto non trascurabile dell’invenzione del sig. Pozza è anche il fatto che la parte esterna della staffa, che è deformabile e flessibile essendo a configurazione, come detto, ad arco con sezione circolare decrescente, è realizzabile con uno stampo molto semplice rispetto a quanto avveniva prima dove, pur con la limitata mobilità del semiarco in due sole direzioni, la costruzione era molto complessa tanto da richiedere stampi molto costosi.

Raggiungere il doppio obiettivo della sicurezza per il cavaliere e della semplicità nella costruzione del semiarco della staffa è quindi un duplice beneficio che è stato realizzato dalla ditta Wildkart alla quale auguriamo tutti i successi che si merita in questo mercato particolare.

 

(e.bonini@ipbonini.com)

 

 

Articolo pubblicato il 10 settembre 2021 su veneziepost.it


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