INNOVAZIONE CONTINUA E LICENSING | il Sole 24 Ore

 

La Pandemia si batte con l’innovazione e le licenze d’uso

A primo impatto sembrerebbe che l’innovazione e la pandemia siano due realtà così distanti che nulla hanno in comune tra loro. E invece a ben esaminare le cose c’è una relazione e anche di importanza vitale: questa relazione si chiama “sopravvivenza dell’azienda”!

Parliamo specificamente di PMI, le aziende che sono la realtà più importante non solo del Veneto, ma dell’Italia manifatturiera.

È questo un momento economico molto cruciale: sopravvivono sole le aziende che riescono ad esportare anche in Paesi lontani come la Cina, ma che sono Paesi già in forte ripartenza dopo lo stop pandemico. E che ripartenza! Si pensi che la Cina sta viaggiando con un PIL superiore del 6% rispetto al 2020! Nella stessa linea si pone la Corea del Sud e l’India.

Esportare significa proporre prodotti di alto contenuto tecnologico oppure con soluzioni semplici e veramente nuove. Solo così i Paesi che guardano con interesse e ammirazione alla capacità degli Italiani di innovare continuamente, aprono le loro porte alle aziende italiane.

Poi c’è il design dove siamo riconosciuti maestri in tutto il mondo: non ci basta proporre soluzioni nuove, ma riusciamo anche a vestire di “nuovo” prodotti conosciuti.

Le PMI sono le aziende che hanno una capacità si direbbe “innata” di fare innovazione continua: dal pensare ad una soluzione, a fare il prototipo, ad immetterlo nel mercato il passo e veramente breve, si tratta di non più di qualche mese. Ed è questo l’asse vincente: intuire di cosa necessita il mercato e proporlo praticamente subito!

Purtroppo, gli Italiani, brava gente, non badano più di tanto a proteggere le loro creazioni con brevetti, ma anche con registrazioni di design. Per quando concerne i brevetti nel 2020 la Germania ha depositato brevetti ben cinque volte di più dell’Italia, i francesi con i design sono pressoché pari ai depositi italiani. E il risultato di questa “distrazione” è che tutti possono copiare tutto a man bassa. Non parliamo poi della Corea del Sud e della Turchia dove copiare le creazioni italiane è un’abitudine diffusissima.

In questo scenario che abbiamo disegnato, le aziende piccole o grandi che rimangono ferme, che non innovano, o che si rivolgono solo al mercato domestico o poco più, rischiano di non farcela. Infatti questo momento economico è duro e non perdona disattenzioni o attendismi: ma le nostre PMI sono abituate a correre, lo hanno nel DNA e stanno resistendo bene. Anzi, non sono rari i casi di fatturati in crescita nel 2020 e così nei primi mesi del 2021.

Se nulla possiamo consigliare alle PMI per innovare, c’è però una questione importante per la quale le PMI debbono accrescere la loro sensibilità ed è quella della protezione con i brevetti, con i design e con i marchi: e la protezione deve essere estesa nei Paesi dove si esporta o dove si può esportare. E non sono spese superflue, ma investimenti veri e propri. Ne sanno qualcosa i tedeschi che per natura non spendono mai denari se non sono sicuri che lo spendere torni a loro vantaggio.

Si può concludere dicendo che per le aziende il vaccino contro la pandemia è proprio l’innovazione unita alla protezione delle proprie creazioni nei Paesi d’interesse.

(e.bonini@ipbonini.com)