- 25 Febbraio 2026
- Copyright
- Raffaele Bonini
È partita martedì 24 febbraio 2026 la 76esima edizione del Festival di Sanremo. Ogni anno il Festival non è soltanto un evento musicale: è una piattaforma industriale che genera valore economico, visibilità mediatica e sfruttamento commerciale su larga scala. Ma dietro ogni brano in gara si apre una questione giuridica centrale: chi detiene realmente i diritti di una canzone? Comprendere la struttura dei diritti che gravitano attorno a un’opera musicale è fondamentale non solo per artisti e autori, ma anche per produttori, editori, investitori e operatori del settore creativo.
Il diritto d’autore nella musica: diritti morali e patrimoniali
Nel sistema italiano (Legge 22 aprile 1941 n. 633), l’autore di un’opera musicale acquisisce automaticamente il diritto d’autore al momento della creazione dell’opera. Occorre distinguere tra diritti morali e diritti patrimoniali:
Diritti morali
Sono inalienabili e spettano sempre all’autore. Comprendono il diritto di essere riconosciuto come autore del brano e di opporsi a modifiche che possano ledere l’integrità dell’opera.
Diritti patrimoniali
Riguardano lo sfruttamento economico della canzone: riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico, sincronizzazione, streaming, utilizzo pubblicitario, ecc. Questi diritti possono essere ceduti o concessi in licenza, spesso attraverso contratti con editori musicali e case discografiche. Nel contesto di Sanremo, la titolarità effettiva dei diritti patrimoniali dipende dagli accordi contrattuali stipulati prima della partecipazione al Festival.
Il ruolo di SIAE e delle società di gestione collettiva
La gestione dei diritti economici è spesso affidata a società di gestione collettiva come SIAE. Attraverso il deposito dell’opera, l’autore o l’editore consente loro di:
- autorizzare l’utilizzo pubblico del brano
- incassare i compensi derivanti da passaggi radio-televisivi, streaming e in diretta
- ripartire le royalties tra i titolari
Nel caso di Sanremo, l’esposizione mediatica amplifica in modo esponenziale le utilizzazioni dell’opera, generando flussi economici rilevanti nei mesi successivi al Festival.
Autore, interprete, produttore: chi è titolare di cosa?
Un brano musicale coinvolge spesso più soggetti, ciascuno titolare di diritti differenti:
Autore e compositore → titolari del diritto d’autore sull’opera musicale.
Artista interprete o esecutore → titolare dei diritti connessi alla propria performance.
Produttore fonografico → titolare dei diritti sulla la registrazione sonora.
Questo significa che una canzone presentata a Sanremo può generare diritti distinti e autonomi, che si cumulano e si intrecciano nella filiera dello sfruttamento economico.
Sanremo e diritti d’autore: quando una canzone diventa un asset strategico
La partecipazione al Festival può trasformare un brano in un vero e proprio asset industriale: licenze pubblicitarie, sincronizzazioni cinematografiche, utilizzi internazionali, merchandising, accordi editoriali. In questo scenario, la gestione preventiva dei diritti assume un ruolo strategico. Una struttura contrattuale poco chiara o squilibrata può incidere in modo significativo sulla distribuzione dei proventi generati dal successo dell’opera. Per questo motivo, la tutela della proprietà intellettuale non è un adempimento formale, ma uno strumento di valorizzazione economica e di governance dell’innovazione creativa.
Sanremo non è solo spettacolo: è anche proprietà intellettuale in azione
Comprendere chi detiene i diritti di una canzone significa comprendere dove si genera valore e come questo può essere tutelato. Per autori, artisti e imprese creative, una gestione consapevole dei diritti rappresenta oggi uno dei principali strumenti di competitività nel settore musicale.
Affidati a un professionista
Lo Studio Bonini affianca autori, imprese creative ed editori nella protezione del diritto d’autore e, in collaborazione con studi legali specializzati in proprietà intellettuale, nella definizione degli accordi e nella tutela delle opere musicali, con l’obiettivo di proteggere e valorizzare il capitale creativo.