Si allunga la durata del diritto d’autore che passa dagli attuali 50 a 70 anni

Con il Decr. Legisl. del 14 febbraio 2014, la legge italiana sul Diritto d’Autore recepisce la Direttiva Europea, che ne estende la durata da 50 a 70 anni dopo la morte dell’autore.

Questo nuovo termine tiene conto della nuova aspettativa di vita (dell’autore e degli eredi), che è aumentata grazie ai progressi della scienza medica.

Il diritto d’autore è un titolo di proprietà intellettuale, che a volte è posto in secondo piano rispetto ai brevetti, i design e i marchi; eppure, tutta la nostra vita quotidiana, a ben vedere, ne è circondata.

Infatti esso protegge non solo le opere della pittura, scultura, architettura, letteratura; della musica e del teatro; le trasmissioni televisive, terrestri e satellitari; i format dei programmi televisivi, ma anche altre utilità della nostra vita.

Con il diritto d’autore sono protetti i software (programmi per elaboratore) e le banche di dati; senza i primi, gli oggetti di uso più comune (telefoni cellulari, tablet, computer ecc.) non potrebbero funzionare; senza le banche di dati, il reperimento di informazioni importanti, specialmente per gli studi professionali e i centri di ricerca, sarebbe molto difficoltoso, per non dire impossibile.

Ma che cosa possono avere in comune le opere artistiche, i format televisivi, i software e le banche di dati, per essere protetti con il diritto di autore?

Certamente non è l’aspetto artistico o “la bellezza”: per esempio, una statua od un romanzo possono essere opere d’arte, belle o brutte; ma non certamente lo stesso giudizio si può esprimere su un software o una banca di dati (non sono né belli né brutti).

Invece, è la creatività, lo sforzo dell’ingegno dell’autore che dà come risultato sia un’opera letteraria sia un software che risolve brillantemente un problema esistente sia la disposizione dei dati in una “banca”, secondo una logica che ne permetta la ricerca in tempo breve ed abbia la chiarezza per trasmettere efficacemente le informazioni.

Nella nostra cosiddetta “terza” rivoluzione industriale, quella informatica, risultano vincenti coloro che sanno e che riescono a comunicare rapidamente (“informatica” deriva da “informazione” e “automatica”, cioè informazione+ tecnologia).

Il diritto d’autore ne tutela due aspetti molto importanti: la sua estensione non può che essere vista favorevolmente.

Francesco Bonini