Sollevare un’auto per ripararla: sembra facile!

A ciascuno di noi sarà capitato almeno una volta di portare la propria auto in officina per controllare l’origine di qualche rumore sospetto che non si capisce bene da dove possa provenire. Per intenderci, non parliamo del motore, ma di qualcosa che non vediamo, come ad esempio la marmitta o la carrozzeria sotto l’abitacolo. In questo caso i nostri meccanici posizionano la macchina in corrispondenza di un cosiddetto ponte di sollevamento che porta il veicolo ad un’altezza sufficiente perché i tecnici possano vedere bene, capire di cosa si tratta e intervenire di conseguenza.

Il ponte di sollevamento ci sembra un’attrezzatura abbastanza semplice che, in fin dei conti, presenta due pedane parallele e lunghe a sufficienza per sostenere e poi innalzare un’automobile.

Sono ancora diffusi i ponti di sollevamento a pantografo o a forbice dove ciascuna delle pedane è sollevata da terra per mezzo di un sistema appunto “a forbice” che consiste in due travi che sono incernierate in ciascuna delle estremità della pedana e si incrociano nella zona centrale. Questi ponti creano però un problema al tecnico che deve liberamente passare da una parte all’altra dell’auto sollevata e di posizionarsi comodamente per eseguire il proprio lavoro. È auspicabile, infatti, che la zona centrale sottostante all’autoveicolo sia il più possibile sgombera.

Si è perciò pensato un sistema di articolazione diverso consistente in un sollevamento del ponte tramite bracci articolati disposti lateralmente. Ma, se da un lato questa soluzione liberava lo spazio centrale da ogni ingombro, dall’altro si veniva a produrre un effetto indesiderato, quanto pericoloso, che consisteva nella possibile flessione delle pedane nella zona centrale, perché completamente libere senza alcun supporto se non alla loro estremità.

Così la società Werther International Spa di Cadè di Reggio Emilia ha realizzato e brevettato una soluzione che realizza un ponte di sollevamento il quale, da una parte lascia nella posizione centrale libertà di passaggio sotto l’auto sollevata e dall’altra assicura una forte stabilità delle pedane. Questo importante risultato viene raggiunto perché ogni pedana viene supportata da una coppia di bracci articolati non uguali. Infatti, un primo braccio ha una speciale conformazione ad “Y” che presenta un lato lungo incernierato ad ogni estremità, dove l’estremità inferiore si articola su di un perno fisso della base, mentre l’altra estremità superiore scorre con un pattino lungo la pedana, così che nella posizione sollevata tale estremità superiore risulta pressoché al centro di ciascuna pedana.

L’altro braccio articolato è invece composto da due aste che sono incernierate tra loro ad una estremità, mentre le altre estremità sono incernierate a terra e all’estremità della pedana rispettivamente.

Generalmente, quando si progettano ponti di sollevamento per auto, si pensa a soluzioni che implicano organi di sollevamento sostanzialmente uguali e simmetrici tra loro. Ma la soluzione che ha permesso di raggiungere il doppio scopo della libertà di passaggio e della stabilità delle pedane che supportano il peso dell’auto, come si è visto, non prevede simmetrie per i bracci articolati!

In altre parole, la soluzione del problema posto necessitava di uscire dai normali ed usuali schemi di costruzione. E così Werther International è riuscita a risolvere ciò che sembrava impensabile, naturalmente con la gioia e la gratitudine dei meccanici addetti ai lavori!

 

(e.bonini@ipbonini.com)

 

 

Articolo pubblicato il 21 Febbraio 2021 su veneziepost.it


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