- 18 Febbraio 2026
- Marchi
- Raffaele Bonini
Nel febbraio 2026 la cantautrice statunitense Taylor Swift ha agito a tutela del proprio marchio presentando opposizione contro la registrazione del marchio “Swift Home” da parte di Cathay Home Inc., società attiva nel settore dell’arredo e dei prodotti per la casa. Secondo l’opposizione, l’utilizzo del termine “Swift”, accompagnato da una grafica ritenuta evocativa della firma stilizzata dell’artista, avrebbe potuto generare nel pubblico l’erronea percezione di un collegamento commerciale o di un sostegno ufficiale.
Tutela del marchio famoso e il rischio di confusione nel mercato
Nel diritto dei marchi, la tutela non si limita alla copia identica. Nel caso dei marchi notori, la protezione è più ampia e si estende anche a usi che possano:
- generare un’associazione indebita,
- sfruttare la reputazione del segno,
- trarre vantaggio dal suo potere distintivo,
- diluirne il valore commerciale.
Un marchio famoso non è soltanto un segno distintivo: è un asset reputazionale. Nel caso Swift, l’argomento centrale non sarebbe stato tanto la sovrapposizione merceologica quanto il rischio che il pubblico potesse ritenere che la linea “Swift Home” fosse collegata all’artista o autorizzata da lei. Nel diritto europeo, questo tipo di tutela trova fondamento nell’art. 9 del Regolamento sul marchio UE e nell’art. 20 del Codice della Proprietà Industriale, che riconoscono protezione anche in assenza di rischio di confusione diretto, quando si trae un indebito vantaggio o si crea un pregiudizio alla rinomanza del marchio.
Branding, sostegno implicito e rischio reputazionale
Il mercato contemporaneo è fortemente guidato dalle collaborazioni tra personaggi famosi e brand. Questo contesto amplifica il rischio di equivoco. Quando un nome coincide con quello di una figura pubblica globalmente riconosciuta, il confine tra uso legittimo e sfruttamento parassitario diventa sottile. Non è necessario dichiarare un sostegno: può bastare un’associazione mentale nel consumatore. Dal punto di vista legale, il nodo centrale è sempre lo stesso: il consumatore medio può ragionevolmente ritenere che esista un legame economico? Se la risposta è sì, il rischio di violazione aumenta in modo significativo.
Tutela del marchio: perché questo caso interessa le imprese
Il caso “Swift Home” non riguarda solo il mondo delle celebrità, bensì tutte le imprese che:
- operano in settori ad alta visibilità,
- sviluppano marchi evocativi,
- espandono il marchio in nuove categorie merceologiche.
La lezione è chiara: prima di depositare un marchio è fondamentale condurre una valutazione approfondita non solo sulla disponibilità formale del nome, ma anche sulla possibile interferenza con marchi notori o segni dotati di forte reputazione. Un’opposizione può bloccare un progetto prima ancora del lancio sul mercato, con impatti economici e reputazionali rilevanti.
Marchio, reputazione e strategia preventiva
Il caso dimostra come la gestione attiva del portafoglio marchi sia parte integrante della strategia aziendale. Monitoraggio costante, opposizioni tempestive e difesa della reputazione sono strumenti essenziali per proteggere il valore economico del brand. In un contesto globale e digitale, la tutela del marchio non è più solo una questione registrativa, ma un elemento centrale della governance aziendale.
Affidati a un professionista
Lo Studio Bonini mette a disposizione un team di specialisti in grado di rispondere a tutte le esigenze del cliente per l’adeguata protezione e difesa dei propri marchi.