Un piano B contro stagnazione e recessione [VeneziePost – 20 gennaio 2019]

Lo scenario economico che si prospetta per l’anno appena iniziato, non è uno dei più rosei. Gli
economisti prevedono stagnazione, se non una crescita negativa del PIL. E questa incertezza
non può che influenzare anche gli operatori economici e, di conseguenza, gli imprenditori.

Ma i dati relativi al 2018 sono tutt’altro che negativi e ciò significa che le aziende del nostro
territorio hanno lavorato bene e che i nostri imprenditori non si sono persi d’animo.

La realtà delle imprese italiane e del Nord Est in particolare, è costituita da piccole e medie
aziende, per lo più piccole. La maggior parte di queste ha chiuso il 2018 con un risultato
sostanzialmente positivo, se non in crescita. E la maggior parte delle PMI nel 2018 sono
cresciute di più del PIL che ci vede ultimi in Europa.

Quale il segreto del 2018 e quale la medicina per il 2019?

Personalmente, ritengo che la medicina sia “l’innovazione continua” che contraddistingue le
PMI, che hanno avuto risultati più che buoni perché i loro prodotti sono a elevato tasso di
innovazione e riescono a penetrare nei mercati mondiali. E buoni risultati continueranno ad
averne se continuano ad usare la leva “innovazione” che dovrà essere una innovazione “vera”
per non fallire, anzi per aumentare il gradimento dei mercati.

Ma come si fa a fare “vera innovazione”, ovvero a mettere sul mercato un prodotto che, oltre
che soddisfare le esigenze del cliente finale, non trovi prodotti concorrenti con caratteristiche
sostanzialmente uguali? Ciò è possibile se l’azienda effettua un monitoraggio continuo sui
prodotti che la concorrenza, diretta o potenziale, presenta nel mercato mondiale.

La sorveglianza costante sui brevetti pubblicati nelle banche dati specialistiche è un’arma
senza pari per conoscere, fin nei minimi particolari i nuovi prodotti che entrano nel mercato:
leggere i brevetti significa poter vedere, nella maggior parte dei casi, i disegni del prodotto e
quindi è molto facile capire cosa è già stato fatto (e non sarà più una novità) e cosa altro invece
si può fare. Per l’azienda che monitora così il mercato, anche attraverso il proprio consulente in
brevetti, significa non sprecare tempo e denaro in progettazione e prototipi per una presunta
innovazione che poi non sarà tale, perché anticipata dalla concorrenza.

È così che si conquistano mercati in Paesi lontani, come ci indica anche il Vice Presidente di
Confindustria Vicenza Sig. Pedon: diversificare e raggiungere i Paesi asiatici e quelli
dell’America Latina come il Brasile!

Il Sig. Pedon ha da tempo fatto propria questa indicazione e così hanno agito gli imprenditori
vicentini, primi del Veneto nell’export sia nel 2017, sia nel 2018, seguiti da Treviso e da Verona.

Guardando il mondo senza confini si riesce ad andare senza paura nei mercati più lontani e
anche a superare quella che viene ipotizzata come una configurazione negativa della nostra
economia.

e.bonini@ipbonini.com

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2019 su veneziepost.it

 

Clicca qui per scaricare l’articolo originale in formato .PDF