Vaccini: Brevetti sì, Brevetti no!

Da diversi giorni si sta assistendo, ai livelli politici più alti, a discussioni sulla opportunità o meno di sospendere l’efficacia dei brevetti che riguardano la fabbricazione dei vaccini.

Siamo infatti di fronte ad una pandemia che interessa tutto il pianeta!

Ci sono paesi ricchi che comprano in abbondanza vaccini dalle multinazionali del farmaco e ci sono paesi poveri, come ad esempio, l’India che hanno masse ingenti di persone sprovviste di ogni cosa, che a mala pena si nutrono e che muoiono per mancanza delle più elementari cure.

L’Europa, l’Italia, sono zone di relativo benessere dove arrivano i vaccini delle multinazionali, ma non in maniera sufficientemente veloce.

Immaginiamo per un attimo che la produzione dei vaccini venisse liberalizzata.

La domanda che si pone è: ci sono aziende che producono farmaci adatte anche a produrre vaccini? Forse qualcuna, come ad esempio la Fidia di Padova. Ma una cosa è essere capaci in linea di principio ed una cosa è avere impianti adatti e con capacità produttiva alta per immettere rapidamente nel commercio il fabbisogno. E quanto sarebbe il costo effettivo del vaccino? Non il prezzo da pagare, ma il puro costo?

Vediamo ora di fare un po’ di chiarezza sui brevetti. Questi hanno una valenza territoriale: ovvero un brevetto vale in Italia se è stato depositato o esteso in Italia, altrimenti tutti possono far tutto senza vincoli nelle nazioni dove il brevetto non è efficace.

Naturalmente chi produce farmaci copre tutti i Paesi d’interesse e l’Italia è sempre coperta.

Ci sono però eccezioni previste per legge, eccezioni per prevendono “licenze obbligatorie” da dare a chi ne fa richiesta se l’oggetto del brevetto è attuato nel territorio italiano “in misura tale da risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese”. E per “attuazione”, secondo la legge vigente, significa “produzione nel territorio dello stato” e non importazione all’estero.

Sappiamo che i vaccini distribuiti in Italia sono tutti prodotti all’estero. Ma secondo la legge vigente la licenza obbligatoria viene concessa “solo dopo 3 anni dal rilascio del brevetto”.

Due considerazioni: non ritengo che il brevetto sia stato concesso tre anni fa, perchè a quel tempo la pandemia non era iniziata. Ma anche se così fosse, quale azienda potrebbe chiedere in Italia di produrre velocemente a buon prezzo e in quantità sufficiente i vaccini?

Forse la Germania potrebbe beneficiare della licenza obbligatoria, se la sua legislazione la prevede, visto che in Germania vengono attualmente prodotti milioni di vaccini!

Ci viene da dire che dovremmo tifare per la Germania, non per la nostra Italia!

Si possono fare azioni di forza congiunte con i Paesi europei ed ignorare i brevetti: cosa faranno allora le multinazionali del farmaco? Non produrrebbero più vaccini, specie per le varianti del virus, o lo farebbero nei Paesi dove i brevetti vengono riconosciuti.

Altrimenti chi sostiene i costi della ricerca?

Come si può vedere, la questione della sospensione della validità dei brevetti è una questione molto complessa, forse irrisolvibile.

Ma forse la via migliore è di avviare una trattativa per ottenere dalle multinazionali prezzi più bassi, poco sopra al livello del costo effettivo, vista la quantità che necessita.

Solo un episodio molto illuminante: Fleming, inventò la pennicillina fin dal 1929, ma non volle brevettare il suo trovato perché voleva regalare la sua invenzione all’umanità intera: un nobilissimo sentimento che gli fa onore! Ma purtroppo la conseguenza di questo rifiuto fu che le multinazionali del farmaco esitarono anni prima di iniziare la produzione della pennicilina perché temevano che l’investimento non potesse avere il giusto ritorno! Così solo nel 1943 l’industria americana iniziò la produzione spinta dalla necessità di curare i feriti di guerra: 14 anni persi con chissà quante vittime!

La via che ritengo percorribile e che può dare buoni frutti è quindi quella di trattare con le multinazionali sul prezzo e sulle quantità in modo trasparente, garantendo loro il rispetto dei brevetti. Altrimenti si fermerà la ricerca! E solo la ricerca ci ha dato i vaccini efficaci in così breve tempo!

(e.bonini@ipbonini.com)

 

 

Articolo pubblicato il 21 Maggio 2021 su veneziepost.it


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