- 29 Luglio 2026
- Design
- Raffaele Bonini
Il modo di progettare è profondamente cambiato negli ultimi anni. Oggi il design non riguarda più soltanto oggetti fisici, ma comprende interfacce grafiche, elementi animati, prodotti digitali e modelli tridimensionali destinati anche alla stampa 3D. Di fronte a questa evoluzione, il sistema di tutela doveva necessariamente adeguarsi. È proprio questo l’obiettivo della riforma del diritto dei disegni e modelli dell’Unione europea, pienamente applicabile dal 1° luglio 2026.
Perché immagini statiche non bastavano più
Fino ad oggi, la rappresentazione di un disegno o modello avveniva quasi esclusivamente attraverso immagini statiche. Per molte creazioni contemporanee, tuttavia, questo sistema mostrava evidenti limiti. Si pensi, ad esempio, a un’interfaccia grafica che cambia durante l’utilizzo, a un’animazione, a un oggetto il cui valore estetico emerge soltanto osservandolo da ogni angolazione oppure a un prodotto sviluppato direttamente in ambiente tridimensionale. La riforma prende atto di questa evoluzione tecnologica e amplia la stessa definizione di design, che ora comprende anche animazioni, movimenti e transizioni, oltre a riconoscere espressamente la tutela di prodotti non fisici come interfacce grafiche (GUI) e altre creazioni digitali.
Video e modelli 3D: cosa cambia nella pratica
Una delle innovazioni più significative riguarda proprio le modalità di rappresentazione del design. L’EUIPO consente ora di depositare il disegno o modello anche attraverso rappresentazioni tridimensionali digitali e file video in formato MP4, strumenti che permettono di mostrare con maggiore precisione caratteristiche dinamiche, movimento e prospettive dell’opera. Non si tratta soltanto di una novità tecnologica, ma di un cambiamento sostanziale nella tutela della proprietà industriale. Una rappresentazione più fedele consente infatti di definire con maggiore chiarezza l’oggetto della protezione, riducendo possibili incertezze interpretative e offrendo una tutela più aderente alla reale natura del design registrato.
Una riforma che guarda all’innovazione
Le novità non si limitano ai nuovi formati di deposito. La riforma introduce una definizione più ampia di “prodotto”, includendo espressamente anche elementi digitali, semplifica le procedure di deposito, rende integralmente elettroniche le comunicazioni con l’EUIPO e aggiorna il sistema per rispondere alle sfide poste dalle nuove tecnologie, comprese quelle legate alla stampa 3D. Più in generale, il legislatore europeo ha voluto costruire un sistema di protezione più moderno, coerente con il modo in cui oggi vengono progettati, sviluppati e commercializzati prodotti e servizi.
Perché questa novità interessa anche le imprese italiane
Per le aziende che investono in ricerca, sviluppo e design, la riforma rappresenta un’opportunità importante. La possibilità di rappresentare il proprio disegno o modello con strumenti più evoluti consente di valorizzare meglio gli elementi peculiari del prodotto e di ottenere una protezione maggiormente allineata alle caratteristiche delle creazioni contemporanee. Ciò vale non solo per il settore industriale tradizionale, ma anche per chi opera nell’ambito del design digitale, del software, delle interfacce utente, dell’arredamento, dell’automotive, della moda e di tutti quei comparti nei quali l’innovazione progettuale costituisce un elemento strategico di competitività.
Affidati a un professionista
La registrazione di un disegno o modello rappresenta uno strumento essenziale per tutelare il valore dell’innovazione e preservare il vantaggio competitivo di un’impresa. Le recenti novità introdotte dalla riforma europea rendono ancora più importante individuare la forma di protezione più idonea e predisporre una rappresentazione del design che valorizzi correttamente gli elementi oggetto di tutela. Lo Studio Bonini affianca imprese, designer e professionisti nella protezione dei diritti di proprietà industriale, offrendo consulenza qualificata in materia di disegni e modelli, marchi, brevetti e strategie di tutela della proprietà intellettuale, per trasformare l’innovazione in un patrimonio giuridicamente protetto.