- 15 Maggio 2026
- Copyright
- Raffaele Bonini
Nel mercato contemporaneo, l’immagine non è più soltanto un elemento comunicativo. È una vera e propria leva economica, strategica e commerciale. Lo dimostra il caso che in questi giorni sta attirando l’attenzione del mondo dell’intrattenimento e della proprietà intellettuale: la cantante Dua Lipa ha avviato una causa da almeno 15 milioni di dollari contro Samsung Electronics, accusando il colosso tecnologico di aver utilizzato senza autorizzazione la propria immagine per promuovere televisori e packaging commerciali. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, al centro della controversia vi sarebbe una fotografia della cantante utilizzata sulle confezioni retail di alcuni TV Samsung distribuiti negli Stati Uniti. L’immagine avrebbe dato ai consumatori l’impressione di una collaborazione ufficiale o di un sostegno commerciale mai autorizzato dall’artista.
Il problema non è solo il copyright
Il caso è particolarmente interessante perché non riguarda esclusivamente il diritto d’autore sulla fotografia, ma soprattutto il cosiddetto “right of publicity”, cioè il diritto esclusivo di sfruttare economicamente la propria immagine, notorietà e identità pubblica. In altre parole, il tema centrale è questo: un’azienda può utilizzare il volto di una celebrità se il pubblico potrebbe percepire l’esistenza di una partnership commerciale? Secondo la posizione legale di Dua Lipa, la risposta è no. E il danno non sarebbe soltanto reputazionale, ma anche economico: l’associazione non autorizzata potrebbe infatti incidere sul valore futuro di collaborazioni, sponsorship e campagne pubblicitarie ufficiali.
Il rischio del “false endorsement”
Dal punto di vista giuridico, casi come questo rientrano spesso nell’ambito del cosiddetto false endorsement: situazioni in cui l’utilizzo di un’immagine, di un nome o di elementi riconducibili a una persona famosa induce il pubblico a credere, erroneamente, che esista una sponsorizzazione o una collaborazione ufficiale. Non serve quindi una dichiarazione esplicita. Talvolta può bastare:
- la presenza di un volto noto su un packaging;
- l’associazione visiva a un prodotto;
- un contenuto pubblicitario ambiguo.
Nel caso Samsung, gli avvocati della cantante avrebbero persino allegato commenti social di utenti che dichiaravano di voler acquistare il televisore “perché c’è Dua Lipa sulla scatola”. Un elemento che potrebbe rafforzare la tesi secondo cui l’immagine avrebbe avuto un impatto concreto sulle decisioni d’acquisto dei consumatori.
La replica di Samsung: “L’immagine era stata autorizzata”
Samsung, dal canto suo, ha respinto le accuse sostenendo di aver ricevuto il materiale attraverso un partner terzo che avrebbe garantito la regolarità delle autorizzazioni e delle licenze necessarie. Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati della vicenda: nella filiera contemporanea dei contenuti digitali, immagini e materiali promozionali transitano spesso tra agenzie, distributori, piattaforme e partner commerciali. Ma la presenza di intermediari non elimina il rischio giuridico. Anzi, rafforza la necessità per le aziende di verificare con estrema attenzione:
- la provenienza dei contenuti;
- le licenze d’uso;
- l’estensione territoriale delle licenze ;
- le modalità di sfruttamento commerciale consentite.
Perché il caso Dua Lipa può diventare un precedente importante
La causa intentata contro Samsung arriva in un momento storico in cui il valore economico dell’identità digitale è sempre più centrale. Celebrità , influencer, creativi e personaggi pubblici costruiscono oggi parte del proprio business proprio sulla gestione controllata della loro immagine. E questo tema diventa ancora più delicato nell’era dell’intelligenza artificiale, dei contenuti generati automaticamente e delle campagne marketing distribuite su larga scala. Il rischio, per aziende e operatori, è che anche un utilizzo apparentemente “innocuo” possa trasformarsi in:
- una contestazione per violazione del diritto d’immagine;
- un caso di concorrenza sleale;
- una controversia milionaria legata al false endorsement.
Diritto d’immagine e tutela del brand: un tema sempre più strategico
Nel mondo contemporaneo, immagine e reputazione sono parte integrante della proprietà intellettuale. Per questo motivo, verificare correttamente diritti, licenze e autorizzazioni non è soltanto una formalità tecnica, ma una tutela fondamentale per aziende e professionisti della comunicazione.
Affidati a un professionista
Lo Studio Bonini assiste imprese e professionisti nella tutela della proprietà intellettuale, del diritto d’immagine e degli asset immateriali, attraverso attività di verifica, registrazione e protezione dei diritti connessi ad essi.