- 3 Novembre 2026
- Design
- Raffaele Bonini
Il design non si esaurisce nella forma di un oggetto. Può esprimersi anche nell’organizzazione di uno spazio, nella combinazione degli arredi, nella scelta dei materiali e nella costruzione di un’identità visiva riconoscibile. Ma quando un progetto di interior design può essere considerato un’opera dell’ingegno e ricevere tutela giuridica?
A riportare l’attenzione sul tema è una recente ordinanza del Tribunale di Milano del settembre 2026, approfondita anche da Il Sole 24 Ore, che ha affrontato il caso di un appartamento dal particolare valore progettuale, le cui immagini erano state utilizzate e diffuse senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti.
La vicenda offre lo spunto per una riflessione più ampia: la tutela del design non riguarda soltanto la protezione estetica di un prodotto, ma può coinvolgere anche progetti complessi nei quali la creatività risiede nell’insieme degli elementi che li compongono.
Il caso: un appartamento di design e l’utilizzo non autorizzato delle immagini
La controversia esaminata dal Tribunale di Milano riguardava un appartamento caratterizzato da un progetto di arredamento originale, utilizzato anche come location per attività commerciali e produzioni audiovisive.
Al centro del procedimento vi era la diffusione non autorizzata di immagini degli interni, comparsi in un videoclip musicale e su piattaforme digitali.
Il Tribunale, intervenendo in sede cautelare, ha riconosciuto la possibilità di proteggere il progetto complessivo dell’appartamento attraverso il diritto d’autore, disponendo misure volte a impedire ulteriori utilizzazioni non autorizzate delle immagini e, nei confronti di uno dei soggetti coinvolti, la rimozione di contenuti pubblicati sui social.
La decisione assume particolare rilievo perché considera l’interior design non come una semplice somma di mobili e complementi, ma come il possibile risultato di un’elaborazione creativa unitaria.
Non si tratta, tuttavia, di una protezione automatica per qualsiasi ambiente arredato con cura. Il riconoscimento della tutela dipende dalle caratteristiche concrete del progetto e dalla presenza dei requisiti richiesti dalla legge.
Quando un progetto di interior design è protetto dal diritto d’autore?
Il riferimento normativo è la legge 22 aprile 1941, n. 633, che include tra le opere tutelabili anche i disegni e le opere dell’architettura.
La giurisprudenza italiana ha già riconosciuto che un progetto di architettura d’interni può beneficiare della protezione autoriale quando presenta una progettazione unitaria, una chiave stilistica riconoscibile e un’impronta creativa personale.
Un principio affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 8433 del 30 aprile 2020, relativa alla tutela del progetto di arredamento di alcuni punti vendita commerciali.
L’originalità, in questi casi, non deve necessariamente risiedere nei singoli elementi. Anche componenti di uso comune possono concorrere alla realizzazione di un’opera protetta quando la loro organizzazione complessiva esprime scelte creative originali e non è determinata esclusivamente da esigenze tecniche o funzionali.
La recente vicenda milanese conferma quindi un orientamento di particolare interesse per architetti, interior designer e imprese che investono nella progettazione di ambienti distintivi.
Tutela del design e diritto d’autore: quali differenze?
La protezione dell’interior design attraverso il diritto d’autore si inserisce in un sistema più ampio di tutela della creatività progettuale.
È importante, infatti, distinguere tra la protezione delle opere dell’ingegno e quella dei disegni e modelli, disciplinata dalla normativa sulla proprietà industriale.
La registrazione di un disegno o modello è uno degli strumenti attraverso i quali è possibile proteggere l’aspetto esteriore di un prodotto, quando ricorrono i requisiti previsti dalla legge, tra cui novità e carattere individuale.
Il diritto d’autore, invece, può tutelare determinate creazioni originali senza richiedere una registrazione costitutiva, purché siano soddisfatte le condizioni applicabili alla specifica categoria di opera. Le due forme di protezione rispondono a presupposti differenti e, in determinate circostanze, possono concorrere alla tutela di una medesima creazione.
Nel caso dell’interior design, la distinzione assume particolare importanza: la protezione autoriale di un progetto unitario di architettura d’interni non coincide necessariamente con quella dei singoli prodotti, arredi o componenti che lo costituiscono. Non esiste, quindi, un’unica soluzione valida per ogni progetto. La scelta degli strumenti di tutela richiede una valutazione delle caratteristiche dell’opera e degli obiettivi di protezione.
Perché la tutela del design è strategica anche per le imprese?
La vicenda dell’appartamento milanese pone una questione che supera i confini dell’architettura residenziale. Nel mondo del design, l’identità di un’impresa può essere espressa attraverso elementi molto diversi: dalla forma di un prodotto all’allestimento di uno showroom, dal progetto di un punto vendita all’organizzazione degli spazi destinati all’accoglienza.
In questi contesti, le scelte progettuali contribuiscono spesso a costruire un’immagine riconoscibile e a differenziare l’offerta rispetto ai concorrenti.
La tutela giuridica assume pertanto una dimensione che non riguarda soltanto la prevenzione delle imitazioni, ma anche la valorizzazione degli investimenti in ricerca, progettazione e creatività.
Proteggere il design significa considerarlo come una componente del patrimonio immateriale dell’impresa, il cui valore può assumere rilevanza nelle strategie di sviluppo, nelle collaborazioni commerciali e nella gestione dei diritti di proprietà intellettuale.
La crescente attenzione della giurisprudenza verso le creazioni progettuali complesse conferma l’importanza di distinguere correttamente le diverse forme di protezione disponibili.
Affidati a un professionista
La decisione del Tribunale di Milano evidenzia come la tutela del design richieda un approccio capace di considerare la natura della creazione, le sue caratteristiche distintive e le possibili modalità di utilizzo economico.
In un contesto nel quale la creatività si esprime attraverso prodotti, ambienti ed esperienze sempre più articolati, distinguere tra registrazione di disegni e modelli, diritto d’autore e altre forme di tutela rappresenta un passaggio importante per proteggere e valorizzare gli investimenti progettuali.
Lo Studio Bonini affianca imprese e professionisti nella tutela del design e dei diritti di proprietà industriale, contribuendo a individuare le strategie di protezione più coerenti con le caratteristiche dei progetti e con gli obiettivi dei titolari.