- 27 Agosto 2026
- Design
- Raffaele Bonini
Quando si parla di proprietà industriale, il rimando è spesso a marchi e brevetti. Eppure, per molte imprese, una parte importante del valore di un prodotto risiede anche nel suo aspetto: nella forma, nelle linee, nei colori o nella particolare combinazione di elementi che contribuiscono a renderlo riconoscibile sul mercato. Il design può diventare così un vero e proprio asset aziendale, frutto di progettazione, ricerca e investimenti che meritano di essere adeguatamente protetti. Un caso emblematico arriva proprio dalla storia del Made in Italy: quello della Vespa Piaggio, la cui inconfondibile forma è stata al centro di una lunga vicenda giudiziaria che offre uno spunto particolarmente interessante per comprendere il valore che il design può assumere nel tempo.
Che cosa si intende per design industriale?
La tutela attraverso disegni e modelli riguarda l’aspetto di un prodotto o di una sua parte, determinato, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale, dei materiali o dell’ornamento. Il concetto di prodotto è ampio e può comprendere oggetti appartenenti ai settori più diversi: dall’arredamento all’illuminazione, dalla moda agli accessori, dal packaging agli elettrodomestici, fino a numerose produzioni industriali e manifatturiere. La protezione riguarda dunque l’aspetto estetico del prodotto e non la soluzione tecnica, che eventualmente ne determina il funzionamento. Uno stesso prodotto può incorporare differenti elementi meritevoli di protezione, da valutare attraverso gli strumenti di proprietà intellettuale e industriale più appropriati.
Quali requisiti deve avere un design per essere protetto?
Per poter beneficiare della registrazione, un disegno o modello deve soddisfare due requisiti fondamentali: novità e carattere individuale. In termini generali, la novità richiede che nessun disegno o modello identico sia stato precedentemente divulgato. Il carattere individuale riguarda invece l’impressione generale suscitata nell’utilizzatore informato, che deve differire da quella prodotta da disegni o modelli precedentemente divulgati. Non è quindi sufficiente che un prodotto sia semplicemente originale dal punto di vista estetico. È necessario verificare che possieda i requisiti richiesti dalla normativa per accedere alla relativa protezione. Una valutazione preventiva assume per questo particolare importanza, soprattutto prima della presentazione del prodotto sul mercato.
Il caso Vespa: quando la forma diventa un valore da proteggere
Pochi prodotti italiani dimostrano quanto la forma possa contribuire all’identità di un prodotto come la Vespa, prodotta da Piaggio a partire dal 1946. La sua particolare configurazione estetica è diventata nel corso dei decenni immediatamente riconoscibile, fino ad assumere un valore che va ben oltre la semplice funzione dello scooter. La tutela della forma della Vespa è stata al centro di una significativa vicenda giudiziaria iniziata dopo che, in occasione di EICMA 2013, la Guardia di Finanza sequestrò diversi scooter esposti da differenti operatori e ritenuti imitazioni del celebre modello italiano. Tra le società coinvolte, una produttrice cinese si rivolse successivamente al Tribunale di Torino contestando, tra l’altro, la validità del marchio tridimensionale registrato da Piaggio e la contestazione relativa allo scooter “Ves”. Nel 2017 il Tribunale di Torino riconobbe il carattere creativo e il valore artistico della forma della Vespa, considerandola meritevole di tutela come opera del design industriale. La vicenda è successivamente proseguita nei diversi gradi di giudizio fino ad arrivare alla Corte di Cassazione. Con la sentenza n. 33100 del 28 novembre 2023, la Suprema Corte ha confermato la tutela autorale della forma della Vespa, riconoscendo rilevanza anche ai numerosi riconoscimenti ottenuti dal prodotto nell’ambiente artistico e culturale.
Il caso presenta profili giuridici complessi, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra tutela autorale del design e marchio tridimensionale, ma offre alle imprese un’indicazione particolarmente significativa: l’aspetto di un prodotto può rappresentare un patrimonio immateriale di grande valore e, in presenza dei relativi presupposti, essere oggetto di specifiche forme di protezione.
Cosa insegna il caso Vespa alle imprese?
Naturalmente, non tutti i prodotti sono destinati a diventare icone del design come la Vespa. Ed è proprio questo il punto. La tutela non dovrebbe essere presa in considerazione soltanto quando un prodotto ha già raggiunto notorietà e successo. Al contrario, è opportuno interrogarsi, fin dalla fase di progettazione, sugli elementi innovativi e distintivi che potrebbero acquisire valore sul mercato. La forma di un prodotto può contribuire alla sua riconoscibilità, differenziarlo rispetto ai concorrenti e diventare parte dell’identità dell’impresa. Proteggerla tempestivamente significa quindi tutelare anche gli investimenti effettuati per progettarla e svilupparla e dotarsi di strumenti utili per reagire a eventuali imitazioni.
Design e brevetto: qual è la differenza?
Design e brevetto vengono talvolta confusi, ma proteggono aspetti differenti dell’innovazione. In termini generali, il brevetto per invenzione tutela una soluzione tecnica nuova e inventiva a un problema tecnico, mentre la registrazione di un disegno o modello protegge l’aspetto esteriore del prodotto. Pensiamo, ad esempio, a un nuovo oggetto caratterizzato sia da una particolare soluzione tecnologica sia da una forma distintiva. La componente tecnica e quella estetica possono richiedere strumenti di protezione differenti. Brevetto e design non devono quindi essere necessariamente considerati alternativi: in presenza dei rispettivi requisiti possono rientrare in una strategia integrata di tutela dell’innovazione.
Design e marchio: due strumenti differenti
Anche il marchio risponde a una funzione differente. Il marchio consente di distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese. La tutela attraverso disegni e modelli riguarda invece l’aspetto del prodotto. In alcuni casi la forma stessa di un prodotto può assumere anche una funzione distintiva, ma la possibilità e le condizioni di accesso alle differenti forme di tutela devono essere valutate attentamente alla luce della normativa e delle caratteristiche del singolo caso. La vicenda Vespa dimostra bene quanto la protezione dell’aspetto di un prodotto possa diventare nel tempo una questione articolata e strategica.
Perché pensare alla tutela prima del lancio?
Uno degli aspetti da considerare con particolare attenzione è il momento della divulgazione del design. Presentare un nuovo prodotto sul mercato, pubblicarlo online, mostrarlo sui social media o esporlo durante una fiera può incidere sulla possibilità di ottenere una protezione efficace. La normativa europea contempla, in determinate circostanze, un periodo di grazia per alcune divulgazioni effettuate dall’autore o dal suo avente causa. Affidarsi sistematicamente a questa possibilità, tuttavia, può non rappresentare la strategia più prudente, soprattutto quando l’impresa intende operare anche al di fuori dell’Unione Europea. È quindi consigliabile affrontare il tema della proprietà industriale prima della presentazione pubblica del prodotto, integrandolo nelle fasi di sviluppo e pianificazione del lancio.
Registrare un design in Italia o nell’Unione Europea?
La strategia di registrazione dipende anche dai mercati nei quali l’impresa opera o intende commercializzare il proprio prodotto. È possibile richiedere una tutela a livello nazionale oppure ricorrere agli strumenti disponibili a livello dell’Unione Europea. Per le imprese che operano sui mercati internazionali è inoltre possibile valutare strategie di protezione più ampie, individuando i territori nei quali è effettivamente necessario tutelare il prodotto. La scelta dovrebbe quindi considerare non soltanto il mercato attuale dell’impresa, ma anche le prospettive di sviluppo commerciale e i potenziali rischi di imitazione.
Dal design alla strategia di tutela
Il caso Vespa aiuta a comprendere un principio importante: proteggere un prodotto significa prima di tutto riconoscere quali sono gli elementi che ne generano il valore. Una soluzione tecnica, la forma, il nome, il logo e altri elementi distintivi possono rappresentare asset differenti e richiedere strumenti di tutela altrettanto differenti. Per questo la proprietà industriale dovrebbe essere considerata parte della strategia aziendale fin dalle fasi di sviluppo di un nuovo prodotto, e non soltanto uno strumento al quale ricorrere quando si verifica un’imitazione o una controversia.
Affidati a un professionista
Individuare tempestivamente ciò che merita di essere protetto permette all’impresa di valorizzare gli investimenti effettuati, rafforzare la propria posizione competitiva e costruire nel tempo un patrimonio di diritti coerente con i propri obiettivi. Lo Studio Bonini affianca imprese e professionisti nella tutela di disegni e modelli e nella definizione di strategie integrate di proprietà industriale, individuando gli strumenti più adeguati per proteggere innovazione, design e identità aziendale sul mercato.