- 30 Ottobre 2026
- Copyright
- Raffaele Bonini
Le fotografie sono opere creative tutelate dal diritto d’autore e il loro utilizzo commerciale richiede attenzione alla titolarità dei diritti e alle autorizzazioni necessarie. Eppure, nell’ecosistema digitale, immagini facilmente reperibili online possono essere riprodotte su prodotti, pubblicate su siti e utilizzate per finalità commerciali senza che il titolare abbia necessariamente concesso il proprio consenso.
Un caso recente che riporta l’attenzione su questo tema coinvolge il fotografo e regista Dean Karr, noto anche per il suo lavoro nel mondo della musica e per la collaborazione con la rockstar Marilyn Manson. Karr ha denunciato pubblicamente sui social l’utilizzo non autorizzato di proprie fotografie per una collezione di merchandising ispirata ad un album del cantante e artista statunitense.
La vicenda offre uno spunto per approfondire una questione centrale per fotografi, artisti e imprese: chi può utilizzare una fotografia a fini commerciali e quali strumenti di tutela sono disponibili quando un’immagine viene riprodotta senza autorizzazione?
Il caso Dean Karr: fotografie utilizzate per merchandising non autorizzato
Nell’ottobre 2026, Dean Karr ha pubblicato sui propri canali social un aggiornamento relativo a una collezione di merchandising che, secondo quanto da lui dichiarato, avrebbe dovuto utilizzare sue fotografie senza autorizzazione.
Il progetto, attribuito al sito KillerCereal.co, prevedeva la commercializzazione di diversi prodotti, tra cui magliette, poster, contenitori per il pranzo e coperte, in occasione del trentesimo anniversario dell’album più gettonato di Marilyn Manson. Karr ha contestato l’utilizzo delle proprie immagini, sottolineando che il lavoro fotografico realizzato nel corso di decenni non può essere riprodotto e commercializzato liberamente da terzi senza il necessario titolo giuridico.
Nel suo aggiornamento, il fotografo ha inoltre dichiarato che le segnalazioni della community avevano contribuito a fermare il lancio programmato della collezione.
È importante precisare che si tratta della ricostruzione pubblicata dallo stesso Karr: le informazioni disponibili non consentono di considerare la vicenda una violazione accertata con sentenza giudiziaria.
Il caso richiama tuttavia un principio fondamentale: la disponibilità di un’immagine online non significa che chiunque possa utilizzarla per realizzare e vendere prodotti.
Le fotografie online sono protette dal diritto d’autore?
Sì. Le fotografie possono essere protette dal diritto d’autore quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa applicabile. La protezione non dipende necessariamente dalla presenza di un watermark, ossia di un segno che certifica l’origine della fotografia, da una registrazione o dall’indicazione esplicita del nome dell’autore.
In Italia, la Legge 22 aprile 1941, n. 633 disciplina la protezione del diritto d’autore e distingue, tra l’altro, le opere fotografiche dalle fotografie soggette a una disciplina specifica. La qualificazione del singolo scatto è quindi rilevante per individuare la tutela applicabile.
In linea generale, occorre distinguere tra la disponibilità materiale di un’immagine e i diritti che ne consentono la riproduzione, la distribuzione o l’utilizzo commerciale.
Scaricare una fotografia da un sito web, da un social network o da un archivio digitale non attribuisce automaticamente il diritto di stamparla su una maglietta, inserirla in un catalogo o utilizzarla per promuovere un prodotto.
La stessa distinzione è riconosciuta dal diritto statunitense: lo U.S. Copyright Office chiarisce che, di regola, il fotografo è titolare del copyright sulla propria immagine, salvo eccezioni o trasferimenti dei diritti. Chi desidera utilizzarla deve verificare di avere l’autorizzazione necessaria (Fonte: U.S. Copyright Office)
Quando l’utilizzo commerciale di una fotografia può violare il copyright?
La riproduzione non autorizzata di una fotografia può comportare conseguenze giuridiche quando vengono esercitati diritti riservati al titolare senza una licenza valida e senza che ricorra un’eccezione prevista dalla legge.
Nel caso del merchandising, la questione assume particolare rilevanza perché l’immagine viene utilizzata per realizzare un prodotto destinato alla vendita. La valutazione deve considerare i diritti coinvolti, le autorizzazioni eventualmente concesse e la normativa applicabile nel territorio interessato.
Non basta sostenere che la fotografia sia già pubblica o che il prodotto sia destinato ai fan di un artista. La finalità celebrativa o commerciale non costituisce, da sola, un’autorizzazione a riprodurre opere protette.
Occorre inoltre distinguere il diritto d’autore sulla fotografia dagli eventuali diritti relativi al nome, all’immagine dell’artista, ai marchi e agli elementi grafici utilizzati sul prodotto. Uno stesso articolo può coinvolgere più titolari di diritti e differenti profili di tutela.
Diritto d’autore e intelligenza artificiale: quali nuove questioni si aprono?
La diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore livello di complessità alla gestione delle immagini.
Gli strumenti generativi possono essere utilizzati per creare contenuti, modificare fotografie o produrre elaborazioni visive a partire da materiali preesistenti. In questi casi, è necessario valutare se l’utilizzo dei materiali di partenza e il risultato finale rispettino i diritti applicabili.
Modificare una fotografia con l’intelligenza artificiale non significa automaticamente eliminare i diritti del suo autore. Allo stesso modo, la creazione di una nuova immagine che richiami un’opera preesistente richiede un’analisi concreta delle modalità di utilizzo e degli eventuali elementi protetti coinvolti.
Il caso Dean Karr non risulta, sulla base delle informazioni condivise, collegato all’impiego di sistemi AI. Rappresenta però un’occasione per riflettere su un problema più ampio: come garantire che le nuove possibilità di riproduzione e rielaborazione digitale non si traducano in un utilizzo incontrollato delle opere creative? La risposta richiede di considerare sia le regole tradizionali del diritto d’autore sia gli sviluppi normativi e giurisprudenziali relativi alle nuove tecnologie.
Come può tutelarsi un fotografo in caso di utilizzo non autorizzato delle proprie immagini?
Quando un autore rileva un possibile utilizzo illecito di una fotografia, è importante documentare i fatti e valutare le iniziative più appropriate in relazione al caso concreto.
Tra le attività che possono risultare utili rientrano:
- conservare le prove dell’utilizzo, come pagine web, annunci commerciali, immagini dei prodotti e date di pubblicazione;
- raccogliere la documentazione relativa alla creazione dell’opera e alla titolarità dei diritti;
- verificare eventuali licenze o accordi già concessi a terzi;
- valutare le procedure di segnalazione previste dalle piattaforme digitali;
- esaminare, con l’assistenza di un professionista, le possibili iniziative stragiudiziali o giudiziarie.
Anche le imprese che intendono utilizzare fotografie per prodotti, campagne pubblicitarie o merchandising dovrebbero verificare preventivamente la provenienza dei materiali e le condizioni delle licenze. Una gestione documentata dei diritti può ridurre il rischio di controversie e favorire un utilizzo commerciale corretto delle opere.
Affidati a un professionista
La tutela del diritto d’autore richiede un’attenta valutazione della titolarità delle opere, delle autorizzazioni concesse e delle modalità con cui immagini e contenuti vengono utilizzati. Nell’ambiente digitale, queste verifiche diventano ancora più importanti quando le fotografie vengono riprodotte su prodotti commerciali o rielaborate attraverso nuove tecnologie.
Affidarsi a un professionista permette di analizzare le criticità, individuare gli strumenti di tutela disponibili e valutare le possibili strategie per proteggere i propri diritti.
Lo Studio Bonini affianca imprese e professionisti nelle questioni relative alla proprietà industriale e intellettuale, con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione dei diritti.